Fda, monito sui “farmaci Z” contro l’insonnia, possono indurre comportamenti pericolosi

Fda, monito sui “farmaci Z” contro l’insonnia, possono indurre comportamenti pericolosi

Roma, 7 maggio – La Food and drug administration, l’agenzia regolatoria federale degli Stati uniti, lancia un monito su tre tipi di pillole di uso comune per l’insonnia: i pazienti sotto l’effetto ipnotico di questi farmaci – afferma la Fda sulla base di vari rapporti – corrono il rischio di comportamenti pericolosi, come ad esempio  muoversi e alzarsi nel sonno, agendo come fossero svegli ma senza averne coscienza. Con il rischio di cadute e incidenti dalle conseguenze potenzialmente molto gravi.  Ben 20 decessi, secondo quanto riferisce un lancio dell’Ansa, sono stati legati a incidenti avvenuti durante l’uso di questi medicinali. Nel mirino della Fda sono finiti i cosidetti “Farmaci Z”, popolari anche in Italia, e a base dei principi attivi zolpidem, zoplicone e zaleplon.

Questi agiscono su particolari recettori, i Gaba, presenti nel sistema nervoso centrale, creando un’ azione tranquillante e ipnotica. L’agenzia Usa ha ordinato che sulle confezioni di questi prodotti appaia il cosiddetto ‘box nero’, che mette in guardia i consumatori da possibili pesanti effetti avversi.

La Fda ha ricevuto segnalazioni di almeno 66 casi in cui pazienti sotto l’effetto delle pillole hanno avuto o creato gravi incidenti. Alcuni hanno guidato, altri sono caduti, si sono bruciati o hanno provocato incidenti d’auto. Episodi che hanno portato a venti decessi. L’Agenzia sconsiglia l’uso di queste pillole a chiunque soffra di sonnambulismo.

Sull’uso improprio dei farmaci è più volte intervenuto, in passato, Silvio Garattini, denunciando come “presi dalla mania di risolvere ogni problema con un farmaco, si dimentica che esistono alternative non farmacologiche che sono rappresentate da una serie di regole per ‘l’igiene’ del sonno normalmente riferita come terapia cognitiva comportamentale”.

“L’educazione al sonno” spiegava il farmacologo “implica regole semplici ma poco seguite come quella di andare a letto sempre alla stessa ora, non avere pasti abbondanti la sera, fare esercizio fisico in tempi non troppo vicini al sonno, evitare stimolanti (leggi caffeina, nicotina), porre attenzione alla luce, alla temperatura ambientale, evitare troppe coperte, non pensare ad aspetti negativi, ricorrere ad esercizi rilassanti, alla meditazione e così via. Naturalmente l’impiego della terapia congnitiva richiede un riferimento ai centri per lo studio del sonno e a neurologi specializzati di questo settore”.

“Forse per coloro che soffrono di insonnia” conclude Garattini “è tempo di non pensare solo ai farmaci, ma di prendere in considerazione anche soluzioni alternative”.

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