Studio Cnr, “vecchi” farmaci in grado di bloccare proliferazione cellulare nei tumori

Studio Cnr, “vecchi” farmaci in grado di bloccare proliferazione cellulare nei tumori

Roma, 8 maggio – Alcuni “vecchi” farmaci in uso con differenti indicazioni terapeutiche sono riusciti a bloccare in laboratorio la capacità delle cellule tumorali di muoversi e di diffondere metastasi. Un esempio? Il budesonide, medicinale usato contro l’asma, che ridurrebbe la proliferazione metastatica di cellule di tumore mammario.

A renderlo noto è un comunicato stampa dello stesso Cnr che riferisce i risultati di uno studio (pubblicato su Cancer Research) condotto dall’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Ifom e con il sostegno di Airc e Miur.

La capacità delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacità di muoversi e migrare a distanza, è fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici. I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi – e alle cellule tumorali di diffondere metastasi – sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica ‘A. Buzzati-Traverso’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche,  identificandone alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all’interno del corpo.
“Un’analisi molecolare e funzionale dell’azione di questi farmaci ha portato a identificare un meccanismo, fino a oggi sconosciuto, che si attiva nelle cellule che acquisiscono la capacità di muoversi”  spiega Minchiotti. “Abbiamo scoperto che un rapido aumento della sintesi di collagene, la proteina più abbondante del corpo umano, provoca uno squilibrio metabolico che modifica il profilo epigenetico della cellula, e quindi verosimilmente l’identità cellulare, senza però modificare la sequenza del Dna. Ciò sembra determinare l’acquisizione della capacità di muoversi in cellule normali e tumorali”.

Questa inaspettata comunicazione fra collagene e Dna, incidentalmente i due polimeri più abbondanti nel nostro organismo, è mediata da una specifica classe di enzimi, le diossigenasi dipendenti dalla vitamina C. “Questi risultati, oltre a identificare un nuovo meccanismo alla base del processo di migrazione delle cellule, aprono importanti prospettive per il trattamento farmacologico di tumori metastatici. Abbiamo dimostrato infatti che uno dei farmaci identificati, il budesonide, un glucocorticoide comunemente impiegato per il trattamento dell’asma, riduce fortemente la capacità di disseminazione metastatica di cellule umane di tumore mammario” aggiunge Patriarca.
Questo lavoro rappresenta un primo passo verso strategie di drug-repositioning, ovvero il riposizionamento di vecchi farmaci per nuove applicazioni.

 

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