Orari farmacie, il Veneto approva nuova legge, soddisfatte le rappresentanze di categoria

Orari farmacie, il Veneto approva nuova legge, soddisfatte le rappresentanze di categoria

Roma, 10 maggio – Orari, turni e ferie delle farmacie: in Veneto si cambia. La  Regione Veneto ha infatti approvato all’unanimità la nuova legge regionale resasi necessaria per  conciliare le molte contraddizioni intervenute dopo il varo del Cresci Italia del Governo Monti del 2012, che con il suo impianto liberista aveva di fatto reso incompatibili molte delle norme contenute nella precedente legge regionale sulla materia, risalente al 1994.
Il nuovo provvedimento – alla cui collaborazione hanno concorso anche le rappresentanze delle farmacie – interviene appunto a riordinare la normativa regionale, tenendo conto dei prìncipi generali affermati dalla legge n. 27/2012 (il provvedimento che convertì il Cresci Italia).
Positivi i commenti dei rappresentanti delle farmacie: “L’impianto della legge incontra il nostro gradimento e la nostra approvazione perché sono state accolte la maggior parte delle richieste, delle indicazioni e delle istanze di Federfarma Veneto”  afferma il presidente di Federfarma Veneto, Alberto Fontanesi, attribuendo il “risultato soddisfacente” anche all’operato del suo sindacato “che ha costruito con la Regione del Veneto e in questo caso con il Consiglio Regionale un dialogo costante e continuo”.
“La norma risolve alcuni nodi critici per le farmacie tenendo conto delle esigenze del settore e della professione” continua Fontanesi. “L’impianto generale della legge valorizza l’istituzione farmacia e la professionalità dei farmacisti quale insostituibile presidio sanitario del territorio sottolineando la qualità del servizio che forniamo alla comunità e ai cittadini. Infatti, la legge riconosce l’importante ruolo svolto dalle farmacie che in particolare nelle ore notturne rappresentano uno dei pochi presidi a cui i cittadini possono rivolgersi. Questa legge conferma ancora una volta l’attenzione della Regione per il nostro settore ed è questo un aspetto che non si riscontra in altre Regioni e con l’assessore Manuela Lanzarin e il consigliere regionale Riccardo Barbisan c’è stato un dialogo proficuo”.
Sulla stessa falsariga il commento e le valutazioni di Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, per il quale il nuovo provvedimento interviene a sanare lo stato di incertezza prodotto dalle molte contraddizioni tra la legge nazionale e la vecchia legge regionale, che avevano finito per generare “non pochi problemi alle stesse farmacie, in particolare per quanto riguarda lo svolgimento del servizio notturno, arrivando a ridurne di fatto l’offerta su  territorio”.
Anche per Muschietti le novità introdotte dalla nuova legge regionale “sono anche il frutto del positivo atteggiamento di ascolto delle rappresentanze delle farmacie mantenuto dalle autorità regionali”, in particolare – nel caso di specie – dall’assessore Lanzarin e dal consigliere Barbisan.
“La positiva interlocuzione e il rapporto di collaborazione che il nostro sindacato ha instaurato negli anni con il Consiglio e la Giunta regionali” afferma al riguardo  Muschietti “ci ha permesso di rappresentare istanze e suggerimenti in larga parte recepiti dalle autorità regionali, consentendo di risolvere le discrasie del sistema degli orari, dei turni e delle ferie delle farmacie del Veneto. Un risultato fondamentale” spiega il sindacalista, perché ripristina nel servizio farmaceutico “le necessarie, fisiologiche condizioni di ordine, chiarezza e certezza di fatto alterate dal ‘conflitto’ tra le disposizioni  introdotte in materia dalla legge nazionale del 2012 e le vecchie  norme regionali”.
Muschietti si preoccupa anche di  sottolineare che la nuova legge“non ha solo contenuti tecnici e regolatori settoriali, come a prima vista potrebbe apparire, ma insiste e incide nella funzionalità di quelli che sono i presidi sanitari a più immediato e diretto contatto con la popolazione, le farmacie di comunità”.  Si tratta di un contenuto e un rilievo politici che Muschietti si preoccupa di sottolineare: “Con questa nuova legge Giunta e Consiglio regionale forniscono un’ulteriore dimostrazione di come la Regione Veneto abbia compreso la centralità della farmacia nella rete sanitaria pubblica, e – d’intesa con i sindacati della categoria – sia impegnata in un percorso che ha l’obiettivo di cogliere tutte le enormi potenzialità che questi presidi di salute possono dispiegare in termini di servizio per realizzare un’assistenza sanitaria capace di rispondere sempre più e meglio ai bisogni dei cittadini”.
In questa direzione” spiega il presidente di Farmacieunite “vanno la sperimentazione sulla presa in carico dei pazienti cronici e il miglioramento dell’aderenza terapeutica avviata da tempo nella nostra Regione coinvolgendo le farmacie e i farmacisti, così come il potenziamento di servizi come il CUP.  Se l’obiettivo della sanità pubblica è quello di dare al cittadino, in un quadro di sostenibilità economica le migliori risposte possibili” conclude Muschiettiquesta è la sola strada da seguire, perché dalle farmacie di comunità non si può davvero prescindere”.
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