Fnpi e Mnlf su relazione Mandelli al CN Fofi: “Su parafarmacie espressioni inaccettabili”

Fnpi e Mnlf su relazione Mandelli al CN Fofi: “Su parafarmacie espressioni inaccettabili”

Roma, 14 maggio – Le affermazioni sulle parafarmacie rese dal presidente della Fofi Andrea Mandelli in occasione del Consiglio nazionale della federazione professionale tenutosi a Roma il 10 maggio scorso hanno inevitabilmente suscitato le reazioni delle sigle di rappresentanza degli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci, subito pronti alla replica.

La prima è arrivata da Davide Gullotta (nella foto), presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane: “Non possiamo accettare che il presidente Mandelli continui a vedere le parafarmacie come un errore da risolvere e a non rispettare il ruolo del farmacista in parafarmacia” afferma in una nota diffusa alla stampa. “Parlare di disoccupazione per i farmacisti e poi ignorare che in questi anni le parafarmacie sono state l’unica nuova fonte di occupazione per i farmacisti non è razionale”.

Quelle che Mandelli definisce  “liberalizzazioni improprie”, circostanzia il presidente Fnpi, “da 10 anni a questa parte permettono a migliaia di farmacisti (quasi 10.000) di portare a casa uno stipendio e hanno creato oltre 4.300 nuove attività sul territorio”.

“Se la Fofi si pone il problema dell’occupazione dovrebbe guardare alla parafarmacia come a una risorsa ancora non sfruttata e valorizzata a dovere, e non come a un’anomalia” prosegue Gullotta. “Quello che però ci spiace di più è sentire espressioni, in riferimento alle parafarmacie, come: “istituto che non ha eguali nel mondo” o “liberalizzazioni improprie“, che vedremmo più adatte al presidente di Federfarma e non al presidente di tutti i farmacisti. Dal presidente del nostro Ordine professionale piuttosto vorremmo un impegno volto a migliorare tanto il sistema di accesso alla professione quanto la libertà professionale per i farmacisti”.
Impegno che, secondo Gullotta, evidentemente non cìè stato: a Mandelli viene anzi contestato, “proprio in ragione del suo ruolo doppio ruolo di presidente Fofi e parlamentare, ora al secondo mandato, di non aver fatto abbastanza per i farmacisti ed in particolar modo per i farmacisti di Vicinato.Ci aspettiamo risposte diverse e concrete dal nostro presidente e parlamentare, e non una mera alzata di mani o provvedimenti rivolti solo a tutela della farmacia».

Non meno severi i giudizi espressi da Mnlf- Culpi, i che nella relazione di Mandelli al Cn vedono “molte ombre e poche luci” .

“Noi siamo e rimarremmo sempre al fianco della Federazione quando vengono chiesti nuovi compiti e nuovi ruoli per il farmacista italiano, quando si chiede di esplorare la possibilità di mutuare da altre esperienze l’evoluzione del farmacista prescrittore” afferma in un comunicato il presidente Vincenzo Devito. Il problema, per Mnlf, è che “tutta l’attuale politica federale sia erroneamente appiattita sull’istituto della farmacia” e che l’unica fiche sulla quale si punta alla roulette del futuro della farmacia “è quella della farmacia dei servizi”  sicuri che essa  “produrrà occupazione, crescita professionale e un nuovo ruolo del farmacista italiano”.
Una puntata che però, “nel contesto dell’economia italiana e di una crescita vicina allo zero, appare un rischio eccessivo e pericoloso, questo anche alla luce di altri competitor sottovalutati, vedi accordo Regione Lombardia con i medici di medicina generale” si legge ancora nel comunicato. “Tanto più che gli attuali servizi offerti dalla farmacia italiana maggiori occupati non li hanno affatto creati”.

L’invito al presidente Fofi è dunque quello di  “allargare la propria visione, togliersi gli abiti di titolare di farmacia e ampliare l’orizzonte di sviluppo della professione di farmacista. Non c’è solo la farmacia tra gli sbocchi professionali del farmacista”.
“Se si parte da questo assunto” continua il comunicato Mnlf “allora risulta più facile comprendere come sia stato un errore rinunciare alla battaglia per il farmacista nutrizionista, come continui ad essere un errore cercare di cancellare le parafarmacie, come rappresenti grave pecca ignorare la proposta di obbligare tutte le strutture di cura e ricovero private in cui si dispensa il farmaco ad avere nel proprio organico un farmacista“.

Per Devito si tratta di errori gravi, così come è grave che “nella sua relazione il presidente Mandelli non faccia alcun chiaro cenno al fatto che da 6 anni e 103 giorni sia scaduto il contratto dei farmacisti dipendenti di farmacia privata, farlo nel massimo consesso della categoria e non in comunicati stampa’spot’  avrebbe avuto tutto un altro peso”.

Altrettanto grave, per il presidente di Mnlf, è continuare a presentare le parafarmacie italiane come un’anomalia fallimentare, “quando anche la Francia sta osservando con attenzione a questo modello e, contemporaneamente,  tutti i dati, proprio tutti, danno le parafarmacie italiane, non la Gdo,  in crescita sia come volumi che come valori con la migliore performance del settore. Crescita non solo di fatturati, ma anche etici come dimostrano le recenti proposte rese pubbliche agli Stati generali”.

Il comunicato definisce poi grave, “se non gravissimo, che il presidente nazionale dei farmacisti italiani, che si dovrebbe occupare notte e giorno di come aumentare gli occupati, non abbia di meglio che proporre in buona sostanza limiti all’iscrizione alla facoltà di farmacia”. E al riguardo torna a bollare la proposta come il frutto di “dati artificiali, non reali del fabbisogno di farmacisti per i prossimi anni”,  posizione già sostenuta da Mnlf all’inizio dello scorso mese di marzo in occasione di un’audizione davanti alla Commissione Cultura di Montecitorio.

Una “bacchettata” è indirizzata anche alle posizioni di Fofi a proposito dell’ingresso del capitale in farmacia,  al quale peraltro (come Mnlf riconosce) la federazione non era favorevole, anche se nel 2015 – quando, a febbraio,  l’evenienza si materializzò nel disegno di legge governativo che portò poi alla legge 124/17 – sul rischio della creazione di un oligopolio, “sentivamo attorno a noi solo flebili bisbigli, perché voce ben più tonante era dedicata a impedire che farmacisti laureati e abilitati potessero esercitare pienamente la propria professione anche fuori dalle ‘sacre’ mura della farmacia”.

Ancora più secco il riferimento al tavolo sulle parafarmacie avviato dalla Fofi: “Proporre tavoli in cui il titolo, lo svolgimento e la conclusione del tema è già prefissato, non è una cosa da persone serie e infatti le persone serie hanno disertato quei tavoli”.

Richiamata la necessità,  “quando si ricoprono cariche pubbliche (…) di “capire anche le ragioni di chi non è d’accordo con il proprio pensiero e (…) essere pronti anche a subire contestazioni”, la nota di Mnlf si conclude con una “tirata di giacca finale: “L’ on. Andrea Mandelli è il presidente dei farmacisti italiani non delle farmacie italiane, noi chiediamo in maniera educata, ma ferma, che si comporti di conseguenza”.

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