Convegno Asfi-Asmc, medici e farmacisti a confronto sugli integratori alimentari

Convegno Asfi-Asmc, medici e farmacisti a confronto sugli integratori alimentari

Roma, 15 maggio – Medici e farmacisti (ma anche cittadini) a confronto su un tema quanto mai attuale: gli integratori alimentari, prodotti ormai stabilmente entrati nel novero delle abitudini “salutistiche” (o almeno considerate tali) di numeri crescenti di cittadini.  A promuovere l’iniziativa, certamente molto opportuna, sono due sodalizi molto sensibili ai temi della cultura professionale, l’Accademia di Scienze mediche e chirurgiche (Asmc),  che fa parte della Società nazionale di Scienze, Lettere e Arti, e l’Associazione scientifica farmacisti italiani (Asfi) presieduta da Maurizio Cini, che hanno organizzato un incontro interdisciplinare medici/farmacisti, aperto anche al pubblico interessato, dal titolo Integratori alimentari: tra prescrizione medica e consiglio in farmacia.
L’evento sarà ospitato in due sedi:  il 24 maggio (ore 16.00)  a Napoli, nella storica sede della Società nazionale di Scienze, Lettere e Arti  e il giorno successivo (ore 10)  a Piano di Sorrento, nel suggestivo scenario di Villa Fondi Di Sangro, a picco sul mare.

Chiaro il perimetro del confronto, che vuole chiarire tutti gli aspetti (alcuni dei quali, soprattutto sul piano regolatorio e della comunicazione, tutt’altro che chiari) legati alla crescita esponenziale del mercato dei cosiddetti “integratori alimentari”,  presentati e pubblicizzati alla classe medica e al grande pubblico come rimedi per curare efficacemente vere e proprie patologie, acute e croniche. Un fenomeno che presenta numerose criticità – più volte emerse e rimbalzate nell’esercizio quotidiano di entrambe  le professioni  – che verranno esaminate e dibattute nel corso dell’incontro.
La riflessione di partenza dell’evento, che fungerà da innesco per il confronto interprofessionale, ruoterà intorno a interrogativi che si fanno sempre più pressanti, a fronte della crescente presenza sul mercato di prodotti in libera vendita (con il “transeat” delle autorità sanitarie)  che asseriscono di poter curare anche malattie la cui diagnosi precisa non è né facile, né immediata, né certa e univoca.  Un fenomeno che induce a pensare che i tradizionali paradigmi della medicina e della cura fondati sull’osservazione e l’ascolto del paziente da parte del medico, il ragionamento intorno alle possibili cause dei sintomi, la formulazione di una diagnosi, la prescrizione di una terapia che impieghi i medicinali più adatti,  abbiano perduto – o perlomeno fortemente indebolito – la loro validità.
Il dubbio è che – in un’epoca in cui le parole d’ordine sono la soggettività e l’autodeterminazione – si vada affermando la tendenza a superare il ruolo di garanzia, prima indiscusso, delle competenze e dei saperi scientifici e professionali, ritenendoli ormai superflui, talché chi accusa  (o crede di accusare) i sintomi di una patologia anche seria (per esempio l’ipertrofia prostatica, l’artrosi, l’insufficienza venosa, l’ipercolesterolemia) si sente legittimato ad autodiagnosticarsela e ad acquistare liberamente il “magico” prodotto che risolverà il suo problema.
Una questione decisiva, sulla quale si interrogheranno i professori Salvatore Guastafierro, Umberto Parmeggiani, Teresa Salvatore e Luigi Santin  nel corso della  prima sessione dell’incontro Asfi-Asmc, che si terrà nell’ex Casa e Collegio Massimo della Compagnia di Gesù al Monterone  (via Mezzocannone 8), sede dell’Accademia.
La seconda sessione di Piano di Sorrento, il 25 maggio,  si aprirà invece affrontando una questione basilare, ovvero l’aura “medico-farmaceutica” ormai costruita intorno a molti  integratori alimentari, con l’attribuzione (nei messaggi pubblicitari, ma non di rado anche nelle confezioni e in etichetta) di proprietà preventive o addirittura terapeutiche, efficaci per tante situazioni patologiche, senza che però esistano dati, validati dalla ricerca scientifica, a sostegno di tali presunte “virtù”.  A illustrare questo aspettò sarà il prof. Libero Berrino.  Sulla stessa falsariga si collocherà l’intervento di Giacomo Lucivero, che si occuperà più in dettaglio di una delle qualità più frequentemente vantata e pubbliccizzata dagli integratori alimentari, quella di potenziare la risposta immunitaria. Affermazione che già dovrebbe indurre più di un sospetto per la sua genericità, che però non sempre i consumatori sanno cogliere e valutare, spesso irretiti dalle sapienti tecniche di marketing utilizzate per commercializzare gli integratori, a partire dalla loro presentazione in forme tipiche dei medicinali (capsule, compresse, bustine, gocce, sciroppi, fiale da bere eccetera) e in scatole e confezioni corredate da foglietti illustrativi graficamente molto simili a quello presenti per legge nelle confezioni dei medicinali.

Il risultato (certamente voluto) è quello di immettere sul mercato  gli integratori in confezioni sostanzialmente indistinguibili, anche per un occhio esperto, da quelle dei medicinali. E qui le domande che i medici e i farmacisti si pongono sono ovviamente molte: fino a che punto è opportuno, prima ancora che lecito, questo voluto “confondimento” tra prodotti che invece sono e devono restare diversi? Perchè non intervenire con norme che marchino le differenze  rendendole immediatamente percepibili ai consumatori? Quali sono le sostanziali differenze che sussistono tra la legislazione che disciplina gli integratori alimentari salutistici e quella che disciplina i medicinali autorizzati, soprattutto in termini di garanzie per il paziente? Quali sono le prove di efficacia, le garanzie di qualità richieste ai medicinali, prima della loro commercializzazione, e non richieste agli “integratori alimentari”? Quali sono le differenze in termini di qualifica richiesta agli incaricati all’informazione scientifica presso la classe medica, di controlli
preventivi delle comunicazioni pubblicitarie dirette ai medici ed al grande pubblico, e, in generale, di tutela della salute dei pazienti?
A questi interrogativi cercherà di rispondere Francesco Palagiano, segretario dell’Asfi, focalizzando il suo intervento soprattutto sui rischi connessi al fenomeno della prescrizione, da parte della classe medica, di “integratori alimentari” in alternativa a medicinali regolarmente autorizzati dal ministero della Salute, e contenenti sostanze attive in quantitativo analogo o identico, almeno in teoria.
L’incontro interdisciplinare si concluderà affrontando le implicazioni medico-sociali e medico-legali della crescente convinzione, da parte del grande pubblico, che si possano individuare e affrontare i propri problemi di salute, e scegliere in autonomia i prodotti per risolverli, sulla base del passa parola tra conoscenti e dei messaggi pubblicitari diffusi, senza controlli preventivi, dalle aziende produttrici di integratori alimentari. Il tema sarà affrontato dai professori  Goffredo Sciaudone e Carlo Melodia.
La partecipazione ai lavori è aperta a tutti i medici e a tutti i farmacisti interessati all’argomento. L’incontro, come già anticipato in premessa, è aperto al pubblico, che potrà assistere liberamente ai lavori.

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