Resistenza batterica, team inglese lavora a nuovi antibiotici “col trucco”

Resistenza batterica, team inglese lavora a nuovi antibiotici “col trucco”

Roma, 17 maggio – A sconfiggere (o almeno contrastare con successo) il fenomeno crescente dell’antibiotico-resistenza potrebbero essere nuovi farmaci che nascondono un trucco: si presentano in un modo ma, al loro interno, nascondono in realtà un’identità nascosta, pronta a saltar fuori per aggredire ed eliminare i batteri non appena questi,  sollecitati dall’identità-civetta, cominciano a sviluppare la loro azione patogena.

Questi “farmaci col trucco”, secondo quando riferisce l’Imperial College of Scienze di Londra in questo articolo, sono il frutto degli sforzi di un team di ricercatori del prestigioso istituto. Lo studio con gli esiti delle loro ricerche è stato pubblicato dal  Journal of Medicinal Chemistry ed è disponibile a questo link.

La peculiarità del farmaco messo a punto dal team dell’ICS, secondo quanto emerso dai test in laboratorio, è quella di consentire al secondo antibiotico “nascosto” di agire in modo mirato, visto che viene rilasciato solo lì dove incontra batteri resistenti ai farmaci.

I risultati raggiunti, riassume il lancio dell’Ansa che ha diffuso la notizia in Italia, potrebbero aiutare a prolungare la vita degli antibiotici esistenti rallentando la velocità con cui i batteri diventano resistenti. Una vasta gamma di batteri, tra cui gli Escherichia coli, ha sviluppato un enzima speciale che può rendere inutili gli antibiotici di prima linea, le cefalosporine. Per aggirare questo problema, il team ha “attaccato” una molecola di cefalosporina a un antibiotico secondario, la ciprofloxacina.

Quando i batteri resistenti incontrano il farmaco combinato arrivano a scindere la cefalosporina, liberando la ciprofloxacina per uccidere i batteri. La ciprofloxacina è usata raramente come trattamento primario perché può avere gravi effetti collaterali. Tuttavia, poiché si attiva solo quando la cefalosporina viene scissa, i livelli nel sangue sono molto più bassi e gli studiosi pensano come proprio questo possa portare a un minor numero di effetti avversi.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi