Sun, 22 Sep 2019
Antitumorali e anti-Parkinson introvabili, esposto alla Procura dei consumatori

Antitumorali e anti-Parkinson introvabili, esposto alla Procura dei consumatori

Roma, 21 maggio – L’indisponibilità nelle farmacie di Sinemet, farmaco utilizzato per il trattamento della sintomatologia connessa a Parkinson, e dell’antitumorale Capecitabina hanno indotto le associazioni dei consumatori Codacons, Articolo32, Adusbef e Asso-consum ad assumere la decisione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, all’Aifa e al Ministero della Salute.

Le quattro sigle consumeriste, riunite in una nuova organizzazione denominata “Intesa 4.0”, chiedono alla Procura di accertate tutte le eventuali responsabilità di tale situazione e di procedere nei confronti di tutti i soggetti ritenuti responsabili per i reati che saranno eventualmente riscontrati.

Sinemet (contenente i principi attivi carbidopa e levodopa) permette di alleviare numerosi sintomi della malattia di Parkinson e nella sindrome parkinsoniana, quali la rigidità muscolare, il tremore e la difficoltà nel mantenere l’equilibrio, erappresenta una fondamentale risorsa per i pazienti affetti da queste patologie. .

La Capecitabina è invece un antitumorale impiegato per il trattamento di alcune neoplasie, in particolare per tumori quali il carcinoma del colon, il carcinoma del colon-retto metastatico, il carcinoma gastrico od il carcinoma della mammella.

Le associazioni ricordano come non a caso per la Capecitabina l’Aifa, con propria determinazione del 13 marzo 2019, ha autorizzato l’importazione del medicinale dall’estero al fine di garantirne l’utilizzo ai pazienti. Relativamente al farmaco Sinemet, invece, l’Aifa ha reso noto in questi giorni che potrebbero verificarsi “temporanee carenze”, anche a causa di una “corsa all’approvvigionamento del farmaco” che ha comunque seguito una prima fase di carenza dettata da ritardi del produttore.  Va aggiunto che l’agenzia regolatoria nazionale ha anche varato, proprio venerdì scorso, una determinazione (di ormai imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) che dispone la sospensione temporanea dell’esportazione del medicinale, anche se lo stato di carenza dovrebbe essere in progressivo superamento, almeno secondo quanto assicurato dall’azienda produttrice.  Ma lo stop alle esportazioni è probabilmente finalizzato a costituire un deterrente contro chi potrebbe essere tentato di far finire il farmaco nei canali del parallel trade, pratica (lecita) sospettata di essere una delle prime cause che generano il fenomeno della indisponibilità di determinati farmaci nel circuito distributivo.

 

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