Multichannel e comunicazione digital, la Sapienza apre a nuove competenze del farmacista

Multichannel e comunicazione digital, la Sapienza apre a nuove competenze del farmacista

Roma, 21 maggio – I nuovi “mestieri” della comunicazione digitale farmaceutica sbarcano in università. A parlarne, lo scorso 17 maggio, nell’ambito delle lezioni di Marketing e Tecniche di accesso al mercato del farmaco del corso di laurea in Scienze farmaceutiche applicate della facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza di Roma,  è stata Stefania Alvino (nella foto),  giornalista esperta nell’ambito digital e innovazione (ma anche multichannel manager in un’importante azienda farmaceutica), che partendo dalla sua personale esperienza professionale ha illustrato agli  studenti come l’avvento dell’era digitale abbia prodotto un radicale cambio di paradigmi nelle attività professionali legate, in particolare, alla comunicazione del farmaco.

Alvino ha esposto con chiarezza le specifità del digital environment, ovvero l’ambiente integrato di comunicazione digitale in cui i dispositivi elettronici sono gli strumenti attraverso i quali passano  contenuti, informazioni, attività e scambi. In particolare, la professionista ha illustrato come l’evoluzione digitale della professione medica (ma anche dello stesso sistema sanitario) abbia prodotto ricadute che non solo hanno completamente ridisegnato l’attività di alcune figure professionali (Alvino ha citato per tutte quella dell’informatore scientifico del farmaco), ma hanno anche generato la necessità di figure professionali inedite nelle nuove aree professionali sorte per effetto della rivoluzione digitale nel mondo farmaceutico.

Sono appunto queste aree uno degli argomenti di maggiore interesse nell’insegnamento di Marketing e  Tecniche di accesso al mercato del Farmaco, in ragione del grande potenziale  – ancora da esplorare – che esse offrono in termini di opportunità lavorative,  prevedibilmente in grado di assorbire una quota rilevante dei prossimi laureati in Scienze farmaceutiche applicate.

Alvino nella sua lezione ha anche descritto lo sviluppo della e-pharmacy, mondo ancora misconosciuto e (probabilmente anche per questo) estremamente controverso, ma con il quale è inevitabile fare i conti e con il quale bisognerà dunque misurarsi in ogni caso nel prossimo futuro. L’esperta, al riguardo, ha illustrato le criticità della “prosecuzione on line con altri mezzi” dell’attività della farmacia, evidenziandone tutte le specificità e complessità.

Il filo rosso della lezione di Alvino è stato l’esortazione ad affrontare con un atteggiamento open mind il passaggio di fase che costringe la professione farmaceutica (così come altre) a cambiare profondamente il suo stesso modo di “pensarsi”, attrezzandosi ad affrontare in modo adeguato, efficace ed efficiente la necessità di comunicare con modalità on line,  superando i limiti – anche di approccio e atteggiamento –  dovuti a una lunghissima tradizione di comunicazione off line. Chiaro il messaggio finale: i tempi complessi che viviamo richiedono inevitabilmente risposte complesse, e anche i farmacisti debbono diventare “manager della complessità”, capaci di contaminare e integrare i propri saperi. Al tradizionale corredo di conoscenze scientifiche e umanistiche, sarà dunque sempre più necessario aggiungere anche altre competenze in ambito digitale, a partire dalla capacità di saper comunicare anche attraverso i mezzi digitali. Si tratta ormai di competenze che possono essere definite, a pieno diritto, “professionali” alla stessa stregua dei saperi più tradizionali del professionista farmacista. E, particolare certamente non secondario, si tratta di competenze che è lo stesso mondo del farmaco, sulla spinta delle sue profonde trasformazioni, a richiedere ai farmacisti del futuro.

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