Autonomia differenziata, Stefani: “Le Camere avranno un ruolo centrale”

Autonomia differenziata, Stefani: “Le Camere avranno un ruolo centrale”

Roma, 29 maggio – “Chi cerca di mettere la gente del Sud contro quella del Nord dicendo loro ‘attenti, perché con l’autonomia vi vogliono fregare’ compie un atto irresponsabile. L’Italia è una e lo sviluppo lo facciamo solo se andiamo avanti tutti insieme”.

è quanto ha affermato ieri a Palazzo San Macuto la ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Erika Stefani (nella foto) nel corso dell’audizione resa davanti alla Commissione parlamentare per le questioni regionali nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul processo di attuazione del “regionalismo differenziato”.

Stefani ha anche sottolineato che “l’approccio all’attribuzione delle risorse tutto contiene fuorchè elementi sperequativi, che sottraggano risorse ad alcune Regioni a favore di altre. Questa è stata per noi una delle prime preoccupazioni”.
“È mia intenzione, una volta condiviso un testo con il governo, e ovviamente anche con le Regioni, prima di arrivare a una intesa vera e propria, che potrebbe essere letta come troppo rigida rispetto all’azione parlamentare, aprire un confronto nel merito delle proposte” ha quindi precisato Stefani, per poi evidenziare anche l’assoluta autonomia delle Camere:  “Circa le modalità con cui procedere all’approvazione del testo dell’intesa intervenuta,  va considerata la necessità che le Camere stesse possano interloquire fattivamente sia con la Presidenza del Consiglio e con la Regione richiedente, prima della sottoscrizione finale dell’intesa, garantendo in tal modo un ruolo centrale d’indirizzo alle Camere”.
“In sostanza – spiega Stefani – l’intesa, che rimane atto pattizio fra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione, verrebbe rafforzata e integrata con il coinvolgimento delle Camere, attraverso l’apporto di indirizzi e di pareri che starà alle parti far propri al fine di garantire l’approvazione della legge di recepimento dell’intesa. Comunque questa” ha concluso la ministra rivolgendosi ai parlamentari della Commissione  “è una decisione che spetta a voi assumere, nella vostra più completa autonomia”.

Sul tema del regionalismo diffrenziato, tornato di stringente attualità dopo le elezioni europee, si sono espressi ieri anche i presidenti di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.  Il primo, Attilio Fontana, per affermare che sul testo “è stato fatto tutto quello che si deve fare, adesso non so se lo vorranno messo in metrica per renderlo più gradevole…Il contenuto è pronto da parecchi mesi”.

L’emiliano Stefano Bonaccini si è rivolto al Governo: “Aspettiamo risposte sull’autonomia, spero che arrivino. Vorremmo capire dopo un anno di continui rinvii di mese in mese cosa succede, vorremmo capire che tipo di autonomia sarà, perché noi ne abbiamo un’idea diversa da quella chiesta da Lombardia e Veneto”.
Il presidente veneto Luca Zaia si è limitato a una battuta: “Diciamo che l’obbiettivo è comune ed è quello di portare l’Autonomia in Veneto”, mentre anche il nuovo presidente del Piemonte, Alberto Cirio, batte subito un colpo: “Immediatamente dopo avere messo mano alla Giunta, ci siederemo al tavolo romano per rivendicare una autonomia più forte, con più materie per il nostro Piemonte”.
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