Perimetrazione delle sedi, nuova sentenza del Consiglio di Stato

Perimetrazione delle sedi, nuova sentenza del Consiglio di Stato

Roma, 29 maggio – La cosiddetta “zonizzazione” torna d’attualità per effetto di una nuova sentenza del Consiglio di Stato (la n. 3338/2019, pubblicato lo scorso 22 maggio), che si esprime sulla questione sorta per effetto del “Cresci Italia” del 2012, che introdusse significative innovazioni in materia di pianta organica, sostituendo il concetto di “sede farmaceutica” con quello di “zona territoriale”, per garantire ai farmacisti maggiori spazi e possibilità di scelta – una volta rispettato e salvaguardato il rispetto del criterio dell’equa distribuzione delle farmacie sul territorio – per allocare o spostare la propria farmacia “in posizioni commercialmente favorevoli”.

I giudici del supremo consesso amministrativo riprendono in buona sostanza il principio, pronunciandosi sul ricorso (già respinto in prima istanza dal Tar) presentato da un titolare toscano contro la revisione della pianta organica  della sua città (Lucca), che aveva prodotto lo spostamento di alcune farmacie del centro storico in “altre zone istituite al fine di consentire il riequilibrio dell’attuale distribuzione del servizio”.

Il ricorrente lamentava, tra l’altro, “la mancata perimetrazione puntale della circoscrizione territoriale di ciascuna sede farmaceutica all’interno delle macro-zone” dove avrebbero dovuto spostarsi le farmacie.

Il Consiglio di Stato, confermando la decisione dei giudici del Tar Toscana, afferma che lo scopo della perimetrazione della zona “è quello di delimitare la libertà di scelta del farmacista, nel senso che questi è, in linea di massima e salvo eccezioni, libero di scegliere l’ubicazione del proprio esercizio purché rimanga all’interno di quel perimetro”.

A fronte di tale libertà di scelta, si legge nella sentenza del CdiStato,“i titolari delle zone contigue non hanno tutela, salva la distanza minima obbligatoria di duecento metri”. Il supremo consesso ritiene dunque illegittimo il comportamento di un Comune che “anziché provvedere alla delimitazione dell’area di pertinenza della nuova sede farmaceutica, entro la quale il farmacista titolare della sede può decidere ove collocare il proprio esercizio farmaceutico (previo rispetto della distanza di m. 200 da quello più vicino), provvede esso stesso ad individuare nel dettaglio l’area nella quale avrebbe dovuto collocarsi la sede” così invadendo “l’ambito di discrezionalità spettante al farmacista assegnatario”.

Motivi per i quali i giudizi della Sezione terza del  Consiglio di Stato (Marco Lipari presidente, Giulio Veltri estensore) respingono il ricorso del farmacista lucchese, con compensazione delle spese di giudizio.

 

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