Clostridium difficile, risultati promettenti da un vaccino sperimentale

Clostridium difficile, risultati promettenti da un vaccino sperimentale

Roma, 10 giugno – Uno studio di fase 2 pubblicato su Clinical Infectious Diseases (qui l’abstract) e subito segnalato in Italia da Pharmastar.it ha evidenziato che un vaccino sperimentale per la prevenzione dell’infezione da Clostridium difficile (CD) si è mostrato sicuro, ben tollerato e immunogenico in adulti sani di età compresa tra 65 e 85 anni.
Negli ultimi anni le infezioni da CD sono aumentate non solo in ambito ospedaliero ma anche a livello comunitario, rendendo sempre più problematico il contrstao a questo agente patogeno resistente alla maggior parte degli antibiotici e in grado di svilupparsi durante una terapia antibiotica, causa di infezioni gravi e difficili da debellare e in una quota non secondaria, anche fatali.  Attualmente, nessun vaccino è autorizzato nella prevenzione dell’infezione da C. difficile: non erano mancati i tentativi in questa direzione, come quello importante condotto da Sanofi, che però a dicembre 2017 annunciò la decisione di interrompere lo sviluppo di un suo vaccino, sulla base dei dati preliminari di un ampio trial di fase III che ne facevano presagire l’insuccesso.
Questo nuovo vaccino bivalente sperimentale contro il C. difficile, sul quale lavora un équipe di ricercatori Pfizer,  contiene tossine A e B disintossicate geneticamente e chimicamente ed è già entrato in uno studio di fase 3. Nello studio di fase 2 sono state esplorate in soggetti adulti statunitensi la sicurezza, la tollerabilità e l’immunogenicità.
Lo studio, controllato con placebo, randomizzato, in cieco ha interessato 855 adulti sani, di età compresa tra 65 e 85 anni, da luglio 2015 a marzo 2017. In un rapporto 3: 3: 1, i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il vaccino sperimentale in una dose da 100 μg o 200 μg o in un placebo a 0, 1 e 6 mesi (per il “regime del mese”) o 1, 8 e 30 giorni (per il “regime giornaliero”).
Sono stati misurati gli anticorpi neutralizzanti specifici per le tossine A e B nel siero. Sono state registrate reazioni locali segnalate dai partecipanti  ed eventi sistemici, eventi avversi, eventi avversi gravi, condizioni mediche croniche di nuova diagnosi ed eventi avversi immediati.
Il livello di dosaggio di 200 μg ha implicato risposte immunitarie più elevate rispetto al livello di dosaggio di 100 μg tra i regimi.
Rispetto al regime giornaliero, il regime del mese ha indotto risposte immunitarie più forti e più persistenti che sono rimaste elevate dopo 12 mesi dalla dose 3.
Le risposte hanno raggiunto il picco al mese 7 (regime mensile) e giorno 37 (regime giornaliero). Le reazioni locali (principalmente dolore al sito di iniezione) erano più frequenti nei soggetti vaccinati rispetto ai controlli.
Le reazioni locali segnalate dai partecipanti si sono verificate più frequentemente tra i partecipanti che hanno ricevuto il vaccino rispetto ai controlli, ma i tassi di eventi sistemici erano simili tra i gruppi. I pazienti assegnati al regime giornaliero hanno riportato più eventi avversi correlati rispetto a quelli gestiti con il regime del mese.
Per entrambi i regimi, i ricercatori hanno osservato una risposta immunitaria più alta tra i partecipanti che hanno ricevuto la dose da 200 μg rispetto ai partecipanti che hanno ricevuto la dose da 100 μg. Il regime del mese ha mostrato risposte immunitarie più forti e più persistenti rispetto al regime giornaliero e tali risposte sono rimaste elevate dopo 12 mesi dalla terza dose.
In conclusione, il vaccino contro C. difficile si è mostrato sicuro, ben tollerato e immunogenico negli adulti sani americani di età compresa tra 65 e 85 anni. Le risposte immunitarie sono state particolarmente robuste nel gruppo di trattamento del mese al dosaggio di 200 μg. Questi risultati supportano lo sviluppo continuo del vaccino.

“I risultati del trial trial di fase 2 hanno permesso di continuare lo sviluppo del candidato vaccino” hanno precisato gli autori dello studio, quasi tutti appartenenti ai Vaccine Clinical Research & Development  di Pfizer di Hurley (UK), Collegeville (Pennsylvania, USA) e Pearl River (New York, USA).
Tali risultati hanno aiutato a impostare il protocollo per lo studio di fase 3, denominato Clover, o la prova di efficacia del vaccino contro il CD.

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