Federfarma Napoli, scontro per la conquista del sindacato, scende in campo Stabile

Federfarma Napoli, scontro per la conquista del sindacato, scende in campo Stabile

Roma, 10 giugno – Nicola Stabile (nella foto),  presidente di Federfarma Campania e di Promofarma, la società di servizi che costituisce il braccio operativo di Federfarma, ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza di Federfarma Napoli in occasione delle elezioni per il rinnovo delle cariche, che si terranno domenica 30  giugno e il successivo lunedì, 1 luglio.

La nuova consultazione si è resa necessaria a seguito delle dimissioni di alcuni componenti del consiglio direttivo del sindacato dei titolari napoletani presieduto da Maurizio Di Iorio, con il dichiarato obiettivo di far decadere anticipatamente i vertici  e anticipare le elezioni per il rinnovo delle cariche. Si tratta del punto di arrivo di una frattura all’interno del sindacato napoletano che risale ai primi mesi del 2017, quando Di Iorio (a fronte della decisione di Stabile, eletto nel gennaio dello stesso anno alla presidenza di Federfarma Campania, di schierarsi a favore del gruppo presieduto da Cossolo alle elezioni per il rinnovo di Federfarma nazionale) decise di revocargli la delega conferitagli come rappresentante di Federfarma Napoli nell’assemblea regionale.

La decisione di Di Iorio (un  preciso atto di sfiducia nei confronti di Stabile per “costringerlo” a lasciare la presidenza del sindacato regionale) sortì però l’effetto opposto,  rinsaldandone la posizione all’interno di Federfarma Campania, il cui comitato esecutivo confermò di “riconoscere e riconoscersi nella regolare presidenza” di Stabile, bollando come “priva di qualsiasi effetto giuridico”  la delibera di sfiducia fatta apporvare dal presidente di Federfarma Napoli.

In una nota diffusa dal comitato nato per supportare la candidatura di Stabile, sono indicati i temi che saranno al centro dell’impegno di quello che aspira ad essere il nuovo gruppo di vertice di Federfarma Napoli. L’elencazione ricalca gli argomenti al centro del dibattito di categoria ormai da anni. In primis nuova convenzione e nuova remunerazione (questioni che peraltro esulano dal perimetro di competenze di un sindacato provinciale) e quindi il rosario di argomenti che i dirigenti sindacali di ogni ordine e grado ormai da anni propongono senza che – almeno fin qui – l’impeto e l’enfasi declaratori siano stati accompagnati da risultati adeguati:  fascicolo sanitario, programmi di screening epidemiologici e partecipazione a campagne vaccinali (“remunerati”, precisa una nota del gruppo a sostegno di Stabile, sorvolando sui dettagli del come, quando e da chi), adeguamento del sistema di distribuzione dei presidi per diabetici,  sviluppo della Dpc, ottimizzazione del processo distributivo territoriale attraverso la implementazione di un sistema hub and spoke, presa in carico del paziente e realizzazione del “team di cura” multiprofessionale, standardizzazione e certificazione dei servizi cognitivi, propedeutici al definitivo sviluppo della farmacia dei servizi “attraverso la realizzazione di Sistema Farmacia Italia”. L’elenco, come già detto, ripropone inevitabilmente e in modo pressochè pedissequo gli impegni e i programmi di chiunque oggi abbia responsabilità (o ambisca ad averne) nell’ambito della rappresentanza di categoria.

La nota dei  supporters del presidente di Federfarma Campania rende noti anche i nomi di alcuni compagna di cordata che accompagneranno Stabile nel confronto elettorale, tra i quali spiccano i nomi di Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, Alessandro Grilli, amministratore delegato di Federfar.Na. e delegato regionale dei processi della Dpc e dei presidi per diabetici, Francesco Zaccariello, presidente di Agifar Napoli e Angela Margiotta, presidente dell’Associazione Farmaciste Insieme.

Il riferimento finale è alla necessità di “uscire dall’isolamento dell’individualismo, antico ingrediente abbondantemente adoperato in tutte le ‘ricette’ autoritarie. Spezziamo i ‘fili’  di chi ci tiene legati alle nostre divisioni solo per tenere insieme ciò che resta di un potere privo di visione”. Un duro “j’accuse” alla gestione precedente del sindacato provinciale,  bersaglio di accuse piuttosto pesanti  (individualismo, autoritarismo, inclinazione al“divide et impera”), che lascia presagire una consultazione elettorale a dir poco “calda” e non priva di polemiche.

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