Inserimento farmacologo clinico nelle strutture Ssn, incardinata la proposta di legge M5s

Inserimento farmacologo clinico nelle strutture Ssn, incardinata la proposta di legge M5s

Roma, 19 giugno – Migliorare l’efficacia e l’appropriatezza  (ma anche la sicurezza) delle cure farmacologiche introducendo la figura del farmacologo clinico, soprattutto negli ospedali, al quale affidare il contrllo e il monitoraggio delle terapie, a beneficio non solo della salute del paziente ma anche delle casse della sanità pubblica, per gli effetti positivi che discenderebbero da un’ottimizzazione delle cure e quindi dalla riduzione degli sprechi, ma soprattutto dall’abbattimento di quelle conseguenze (come le ingravescenze o l’insorgenza di reazioni negative dovute alla malpratica farmacologica) i cui costi ricadono pesantemente sul sistema sanitario pubblico, oltre che sulle famiglie.

È il senso e l’obiettivo della proposta di legge n. 1572 a prima firma della deputata M5s Angela Ianaro (nella foto), presentata nello scorso mese  di febbraio ma incardinata in Commissione Affari sociali a Montecitorio solo all’inizio di giugno. A spiegare diffusamente i contenuti del provvedimento è la stessa deputata grillina,  in questo video che riprende i contenuti della relazione introduttiva della proposta di legge (qui il testo integrale).
L’iniziativa legislativa, eloquente fin dal titolo  (Istituzione sperimentale dei centri operativi e gestionali del farmaco presso le strutture sanitarie pubbliche, per promuovere la sicurezza, l’efficacia e l’appropriatezza nell’uso dei farmaci) si propone appunto di  introdurre nel sistema sanitario, in via sperimentale, la figura del farmacologo clinico, allo scopo di garantire un uso appropriato dei farmaci.

Ianaro  ricorda che negli ultimi dieci anni il consumo dei farmaci in Italia è infatti aumentato di circa il 60% con un fatturato comprensivo sia della prescrizione territoriale sia di quella erogata attraverso le strutture pubbliche pari a oltre 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carico del Servizio sanitario nazionale,  cifra che incide per circa il 20-23 per cento sul costo totale sostenuto per garantire il complesso delle prestazioni sanitarie.

A giudizio della deputata grillina (laureata in farmacia e, prima dell’esperienza politica, professore associato di Farmacologia ak Dipartimento di Farmacologia dell’Università Federico II di Napoli)  l’esperienza e le osservazioni comparate condotte in materia di impiego delle terapie farmacologiche dimostra “con evidenza manifesta la necessità di introdurre nel Ssn, in maniera permanente, la figura professionale del farmacologo clinico, ora assente, al fine di: promuovere un uso più sicuro, efficace e appropriato dei farmaci; di coniugare l’appropriatezza e l’aderenza terapeutica per ridurre i costi diretti e indiretti correlati a una gestione non appropriata del farmaco; di migliorare l’assistenza al paziente; di rendere più efficace il monitoraggio delle reazioni avverse e degli effetti tossicologici dei farmaci; di migliorare la gestione di terapie farmacologiche complesse; di ottimizzare le risorse e le spese in ambito sanitario garantendo il miglior risultato possibile (massima efficacia, ridotta degenza, ridotte complicanze a breve e lungo termine); di garantire la consulenza appropriata nel disegno delle sperimentazioni cliniche”.
La proposta di legge, argomenta ancora Ianaro,  vuole dunque “colmare un vuoto proponendo in via sperimentale l’introduzione nel Ssn di figure specialistiche di alto profilo nell’area medico-sanitaria che sono di specifico interesse per il sistema di cura perché oggi è fondamentale avere professionisti in grado di garantire un uso appropriato dei frutti dell’innovazione scientifica e tecnologica, di cui i farmaci sono protagonisti, nella pratica clinica ospedaliera, per ottimizzare il rapporto tra guadagno in salute ed eventi avversi, nonché per introdurre ulteriori modalità di assistenza basate sull’integrazione di competenze appartenenti a diverse figure professionali in campo sanitario”.
Il farmacologo clinico, attraverso strutture permanenti e dedicate, può fornire un preziosissimo contributo ai colleghi delle altre discipline specialistiche o generali, fornendo consulenze farmacologiche e terapeutiche relative ai singoli pazienti, garantendo l’interpretazione del monitoraggio terapeutico dei farmaci, promuovendo la diffusione di politerapie e la valutazione della loro efficacia e sicurezza, nonché introducendo nuove modalità operative che miglioreranno le condizioni di salute dei cittadini malati

 

Il testo della pdl Ianaro sul farmacologo clinico

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi