Hiv, allo studio l’arma finale con il “taglia e incolla” del Dna

Hiv, allo studio l’arma finale con il “taglia e incolla” del Dna

Roma, 3 luglio – Uno studio condotto sugli animali, pubblicato da Nature Communications, ha dimostrato che con una terapia antiretrovirale a lunga azione e lento rilascio, seguita dalla tecnica del “taglia e incolla” del Dna (per rimuovere il genoma virale nelle cellule infette), è possibile eliminare completamente il virus dell’Hiv dal corpo di animali infetti, guarendoli per sempre dall’infezione.

Lo studio, condotto da Kamel Khalili della Temple University a Philapelphia e dalla University of Nebraska Medical Center,  vede tra gli autori anche gli italiani Pietro Mancuso, Pasquale Ferrante e Martina Donadoni, sempre della Temple University.

La malattia dovuta all’Hiv, capace d’infettare quasi 75 milioni di persone nel mondo e di causare la morte di più di 35 milioni, già oggi non è più il terribile spauracchio di un tempo grazie a terapie antiretrovirali sempre più efficaci che impediscono la moltiplicazione dell’Hiv nel corpo della persona sieropositiva, tenendolo così  sotto controllo e impedendogli di creare danni al sistema immunitario. Ma ha trovato conferma anche  l’efficacia del vaccino Tat, messo a punto da Barbara Ensoli, direttrice del Centro ricerca Aids dell’Istituto superiore di sanità, dopo la valutazione dei risultati di un follow up  durato otto anni, che hanno permesso di concludere chhe la somministrazione del vaccino terapeutico italiano  a pazienti in terapia antiretrovirale è capace di ridurre drasticamente – del 90% dopo otto anni – il “serbatoio di virus latente” che risulta inattaccabile dalla sola terapia antiretrovirale, allungando così l’aspettativa di vita dei pazienti. Per quanto efficaci, però, le terapie al momento disponibili debbono essere somministrate per tutta la vita, perché non eliminano del tutto l’Hiv dall’organismo dei pazienti colpiti, dove resta annidato nelle cosiddette riserve virali, con il suo codice genetico integrato nelle cellule infette e pronto a replicarsi se si interrompono i farmaci.

Ben diverso sarebbe, ovviamente, giungere a una cura definitiva capace di rimuovere definitivamente l’Hiv da organi e tessuti. Ipotesi che lo studio coordinato da Khalili ha dimostrato essere possibile su modelli animali di infezione. Il team di ricercatori prima ha somministrato farmaci antiretrovitali modificati, a lunga azione, veicolati da nanocristalli proprio dove il virus si annida e resta dormiente. Dopo questa somministrazione, hanno proceduto con la tecnica di “editing genetico” rimuovendo definitivamente con il taglia e incolla del Dna il codice genetico virale dal Dna delle cellule infettate.

Solo l’uso combinato dei due approcci (farmaci a lunga azione ed editing genetico) permette l’eradicazione completa del virus. Grazie a questi risultati, ha concluso Khalili, “adesso abbiamo tracciato una via verso sperimentazioni prima su primati non umani e poi auspicabilmente su pazienti entro il 2019″.

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