Farmacologo clinico, anche le scuole  di Farmacia ospedaliera dicono no a pdl Ianaro

Farmacologo clinico, anche le scuole di Farmacia ospedaliera dicono no a pdl Ianaro

Roma, 4 luglio –  Ancora un pollice verso per la proposta di legge a firma della parlamentare pentastellata Angela Ianaro, docente di Farmacologia all’Università di Napoli, concernente l’istituzione sperimentale  di centri operativi e gestionali del farmaco presso le strutture sanitarie pubbliche  affidati a farmacologi clinici con l’obiettivo di  promuovere la sicurezza, l’efficacia e l’appropriatezza nell’uso dei farmaci, incardinata in Commissione Affari sociali a Montecitorio all’inizio di giugno.

A esprimere forti perplessità e non minori preoccuapzioni per  la proposta,  già bocciata da Roberta Di Turi  e Giangiuseppe Console, segretario generale e presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti ospedalieri.  in un articolo su quotidianosanita.it e oggetto del successivo intervento critico di Sifo e Fofi, è ora Nicola Realdon,  presidente della Conferenza dei direttori delle scuole di specializzazione in farmacia ospedaliera, docente  di Tecnologia e Legislazione farmaceutiche all’Università di Padova (nella foto).

La prima e principale preoccupazione rappresentata da Realdon è che, ove istituiti,  i centri operativi previsti dalla proposta di legge Ianaro, a prescindere dalla loro “dubbia utilità… in quanto duplicazione di attività già istituzionalmente svolte dalle farmacie ospedaliere”, possano essere affidati “a professionisti con formazione di base diversa da quella farmaceutica. In particolare, in virtù della formazione specialistica più completa, lo specializzato in Farmacia ospedaliera è in grado di fornire una assistenza più qualificata al medico di reparto”.

Con argomentazioni del tutto sovrapponibili a quelle di Sinafo, Fofi e Sifo, Realdon evidenzia “l’incongruenza della proposta di legge laddove prevede l’istituzione del centro operativo e gestionale del farmaco “operante presso le unità operative delle farmacie ospedaliere”, struttura dove già operano farmacisti specialisti per le stesse finalità indicate nella proposta di legge, in quanto formati con questi obiettivi e a tali finalità istituzionalmente preposti in modo esclusivo, a differenza di biologi e medici che in tale struttura non possono operare“.

Il presidente della Conferenza dei direttori delle scuole di specializzazione in farmacia ospedaliera, in particolare, mette nel mirino la previsione di conferire la direzione del “centro operativo e gestionale del farmaco” a uno specialista in farmacologia e tossicologia clinica medico: al di là della sua incongrenza, osserva Realdon, si tratta di una previsione di fatto discriminatoria, perché esclude gli altri specialisti nella stessa disciplina ma laureati in Scienze biologiche, Biotecnologie, Farmacia o Chimica e Tecnologia farmaceutiche. “Peraltro” conclude Realdon “questi due ultimi, diversamente dal medico, dal biologo e dal biotecnologo, in possesso dell’unico patrimonio formativo indiscutibilmente idoneo al perseguimento delle finalità dell’ipotizzato centro del farmaco”.

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