Rossi (Toscana): “Ospedali senza farmaci oncologici, lo Stato intervenga”

Rossi (Toscana): “Ospedali senza farmaci oncologici, lo Stato intervenga”

Roma, 5 luglio – “Il servizio sanitario nazionale è un bene comune che va tutelato. Bisogna che tutte le forze politiche affrontino questo tema. Noi, come Toscana, siamo disposti a dare una mano, ma è necessario che la ministra Grillo si impegni in prima persona perché il sistema sanitario è, appunto, nazionale e l’impegno delle singole Regioni non basta. Non ci saremmo mai dovuti trovare in questa situazione: ospedali privi di farmaci per le cure oncologiche. Già il Piemonte ha fatto un esposto alla Procura della Repubblica per verificare se ci sono aspetti di rilevanza penale e se la salute dei cittadini è stata messa a rischio per ragioni speculative. Adesso anche la Toscana darà mandato all’Avvocatura di fare lo stesso. Nel frattempo ho dato mandato a Estar, l’agenzia che si occupa delle forniture per tutte le strutture sanitarie pubbliche toscane, di dare il via ad una vera e propria ‘caccia al farmaco’ in tutta Europa per fronteggiare la situazione”.

Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (nella foto) dopo aver appreso della mancanza di un farmaco, la mitomicina, utilizzato per la prevenzione delle recidive nel tumore della vescica, necessario per le terapie di 25 pazienti oncologici all’ospedale Careggi  di Firenze e di altri a Pisa.

L’inadeguatezza delle forniture di questo e di altri farmaci erano state segnalate a livello nazionale dall’Aifa a gennaio ed in assenza di provvedimenti nazionali la Toscana si era mossa per chiedere all’Aifa stessa l’autorizzazione ad acquistare all’estero i prodotti, ma il via libera è arrivato soltanto il primo di luglio e i tempi per reperire il farmaco sono ancora incerti, così i pazienti che a Careggi ed a Pisa stanno seguendo terapie che prevedono questa molecola rischiano di veder interrotte le cure e pregiudicato il percorso di guarigione.

“Si provveda, si facciano leggi urgenti, si mandino i Nas se ci sono elementi che fanno pensare ad azioni speculative da parte dei grossisti del farmaco”  ha tuonato Rossi nel corso di una conferenza stampa “ma il Servizio sanitario nazionale – e sottolineo nazionale perché questo problema non riguarda solo la Toscana ma tutta Italia – è a corto di farmaci oncologici di vecchia generazione e questa è una situazione insostenibile. Questo significa mettere a rischio la salute dei cittadini, costringere pazienti oncologici ad interrompere le cure in atto con pregiudizio per il processo di guarigione”.

Dalle parole di tanti esperti del settore si evince che sono in atto delle speculazioni sul costo dei farmaci e lo Stato resta immobile” ha detto ancora il presidente toscano, che si è quini scagliato contro la pratica del parallel trade. “Vi pare possibile che grossisti e farmacie private italiane vendano all’estero la mitomicina ad un prezzo 10 volte superiore a quello concordato in Italia per il Ssn? E che nessuno faccia niente per frenare questo commercio parallelo sulla pelle dei pazienti e dei malati? Lo Stato agisca, il ministro agisca. Perché in questo settore il mercato non può regolarsi da solo, la libera circolazione delle merci collide con le cure essenziali che il Ssn deve garantire ai pazienti oncologici”.
“Già a gennaio l’Aifa aveva comunicato una lista di farmaci a rischio, per i quali si registrava una inadeguata fornitura. Tra questi ci sono anche alcuni farmaci non sostituibili” ha proseguito Rossi. “Si cerchino i farmaci all’estero, dovunque. E se le multinazionali speculano e ritirano i farmaci più vecchi e meno costosi dal mercato per poterne inserire altri nuovi e più costosi, si facciano una legge e dei contratti che obbligano i fornitori, nel momento in cui introducano farmaci nuovi, a garantire anche la sopravvivenza di quelli vecchi per la continuità delle cure. Se ci sono grossisti che comprano i farmaci ma poi li rivendono all’estero perché lì non’è l’Aifa che regola i prezzi e le medicine costano di più, si trovi il modo per impedire che questo accada. Anche discutendo con l’Europa se c’è un problema di libera circolazione delle merci”.
“Prendo atto con dolore della deriva che sta prendendo il Sistema sanitario nazionale, dova da un lato mancano gli specialisti, dall’altro mancano i farmaci” ha quindi concluso il presidente della Regione Toscana. “E nonostante questo il Governo ancora non avvia provvedimenti per reperire questi medicinali, né programma in maniera efficace le specializzazioni: giusto ieri c’è stato il concorso per le selezioni degli specializzandi: hanno partecipato 18mila giovani medici per 8mila posti nelle specializzazioni. Solo ottomila, così avremo diecimila medici in giro, non specializzati, mentre negli ospedali mancano i professionisti”.

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