RIF di giugno, gli effetti del capitale sulle farmacie della Capitale

RIF di giugno, gli effetti del capitale sulle farmacie della Capitale

Roma, 8 luglio – In distribuzione postale da qualche giorno, è disponibile da oggi anche sul sito di RIFday (vedi banner sulla colonna destra del sito) il numero di giugno della rivista mensile RIF, la cui copertina è dedicata alla ricognizione effettuata dall’Ordine dei Farmacisti di Roma sugli effetti fin qui prodotti dalla entrata in vigore della Legge sulla concorrenza del 2017, che ha consentito l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie.

La testata dell’Ordine romano ha effettuato una puntuale ricognizione sugli esercizi farmaceutici aperti in città e nella sua provincia: dopo due anni di vigenza della nuova legge, su 1128 farmacie aperte in totale, già 145 (il 13%) sono di proprietà del capitale, direttamente o attraverso società partecipate. Un numero forse inferiore a quelle che erano le aspettative (o le preoccupazioni) all’indomani dell’approvazione della legge, ma che comunque è indicativo di come le dinamiche del retail farmaceutico saranno significativamente cambiate dal nuovo assetto legislativo.

Tra gli altri contenuti del numero, va segnalato l’editoriale di Emilio Croce, presidente dell’Ordine, dedicato al rischio che – in materia di gestione dei pazienti cronici e di aderenza alla terapia – i farmacisti e la farmacia possano restare indietro rispetto ad altre figure professionali.  “Al di là delle edificanti dichiarazioni di facciata dove tutti concordano sulla necessità di costruire i nuovi modelli di sanità territoriale attraverso la collaborazione e l’integrazine delle diverse figure professionali del territorio (MMG, farmacisti e infermieri)” scrive Croce “in realtà si sta combattendo una battaglia feroce all’insegna del mors tua vita mea, dove tutti combattono con le unghie e con i denti per garantirsi spazi, posizioni e condizioni di vantaggio e miglior favore rispetto agli altri”.

La professione farmaceutica ha perfettamente messo a fuoco il problema, del quale discute e dibatte molto. Ma – rileva Croce – “continuano purtroppo a carseggiare le ricadute operative” ed è fondamentale “parlare di meno e fare di più, investendo e rischiando, anzichè limitarsi a chiacchierare e aspettare che sia quache altro a servirci il futuro, quasi che ci fosse dovuto. Per questa strada, il futuro se lo prenderanno altri, e anche piuttosto in fretta. Sarà il caso che ognuno di noi se ne convinca e, ciascuno per la sua parte, si rimbocchi le maniche per sollecitare  e partecipare attivamente con il coinvolgimento personale al varo di progetti che dimostrino con i fatti che la sanità di prossimità non può prescindere dalla rete delle farmacie e dai servizi dei farmacisti”.

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