Maratona Patto Salute 2 – Mnlf, la prima proposta è la farmacia non convenzionata

Maratona Patto Salute 2 – Mnlf, la prima proposta è la farmacia non convenzionata

Roma, 9 luglio – Tre proposte per risolvere criticità nella distribuzione del farmaco: istituire la farmacia non convenzionata per i farmaci pagati dai cittadini, prevedere l’obbligo della presenza del farmacista nelle strutture private ove viene ceduto il farmaco e introdurre, come già fatto per la Rev,
la ricetta elettronica per le ricette ripetibili e non ripetibili.

Questo il contributo propositivo che il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, intervenuto ieri alla giornata inaugurale della “maratona” di tre giorni voluta dal ministero della Salute per raccogliere idee, stimoli e buone pratiche  utili a innervare il confronto tra Governo e Regioni sul Patto per la salute e migliorare così la sanità pubblica,  promuovendo l’innovazione partecipata di chi lavora nella sanità o fornisce al settore beni e servizi.

A illustrare le proposte è stato il vicepresidente Mnlf Fabio Romiti (nella foto), che – stante il ristretto limite di tempo concesso a ognuna delle decine e decine di sigle che hanno annunciato la lro partecipazione all’iniziativa, che continua oggi e domani nelle due sedi del ministero a Lungotevere Ripa e all’Eur – ha consegnato un documento che spiega il “razionale” degli interventi suggeriti dai liberi farmacisti. Il prima è appunto quello di recuperare e valorizzare la controversa esperienza delle parafarmacie, trasformando questi esercizi in farmacie non convenzionate, facendole così entrare a pieno titolo nella rete di tutela della salute pubblica, “con la possibilità di dispensare tutti i farmaci non a carico del Ssn, con una distanza minima per le nuove aperture e il divieto, per tutelare le farmacie più piccole, di insediarsi là dove opera una farmacia rurale sussidiata”. Ciò anche per dare finalmente un senso alla parola concorrenza nel settore della distribuzione del farmaco: “Se lo Stato ha il diritto di indicare un numero chiuso di farmacie che per proprio conto distribuiscono i farmaci all’interno del Ssn, non ha il diritto di limitare il numero di esercizi che distribuiscono i farmaci, con ricetta e senza, che il cittadino paga di tasca propria” osserva al riguardo il documento Mnlf, ricordando che  “senza un sistema duale di confronto dell’offerta, non c’è concorrenza e di conseguenza non vi sono vantaggi per i consumatori. Noi vogliamo rintrodurre l’elemento che manca in questo sistema: quell’elemento si chiama concorrenza”.

La seconda proposta è quella di “uniformare l’approvvigionamento, la conservazione, l’allestimento e la distribuzione dei farmaci negli istituti di ricovero e nelle case di cura private ove vengono utilizzati i farmaci rendendo obbligatoria la presenza del farmacista. Troppo spesso questo servizio è affidato in maniera estemporanea a figure professionali che non hanno conoscenze sufficienti a comprendere la complessità della dispensazione del farmaco. È necessario affidare il coordinamento e la responsabilità all’unico professionista opportunamente formato per questo compito: il farmacista”. Secondo Mnlf,  l’inserimento nell’organigramma delle strutture ove sono utilizzati i farmaci di una o più unità professionali laureate, abilitate e iscritte all’ordine “porterebbe vantaggi non solo organizzativi, ma anche di razionalizzazione e risparmio di risorse economiche. Risparmi sia durante la degenza che nella fase successiva delle dimissioni grazie ad una migliore aderenza alle terapia assegnata”.

L’ultimo contributo propositivo di Mnlf riguarda l’introduzione, come accaduto per la Rev, della ricetta elettronica per le ricette ripetibili e non ripetibili. La misura segnerebbe un’inversione della pericolosa rotta che ha prodotto  fenomeni come l’antibiotico-resistenza e l’abuso di psicofarmaci in Italia, oltre a favorire più in generale “un’azione energica di contrasto all’uso errato dei farmaci”.

“Tre proposte per portare equità, regole e concorrenza virtuosa nella distribuzione del farmaco” conclude il documento Mnlf “tre proposte per far si che tutte le risorse umane e professionali disponibili in questo Paese siano posti nella condizione di operare, guardando all’interesse generale e non a quello particolare”.

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