Patto Salute 3 – Fnpi: “Le parafarmacie? Farle diventare farmacie non convenzionate”

Patto Salute 3 – Fnpi: “Le parafarmacie? Farle diventare farmacie non convenzionate”

Roma, 10 luglio – Il Patto per la salute può essere un’ottima occasione per guardare alle parafarmacie non come a un mero esercizio commerciale, ma come a una realtà da integrare nel Ssn, impiegandole come risorse del sistema, uniformando a livello nazionale i servizi offerti al loro interno da professionisti iscritti all’Albo dei farmacisti e quindi coinvolgendole nelle attività finalizzate a promuovere la salute, a partire dalle campagne di educazione sanitaria e prevenzione come gli screening.

Questo il convincimento espresso da Davide Gullotta (nella foto),  presidente della Fnpi, la Federazione nazionale delle parafarmacie, intervenuto ieri alla “maratona” promossa dal ministero della Salute per un confronto sui contenuti del Patto per la salute con tutti gli attori della sanità italiana.

Gullotta, nel ricordare che la nascita delle parafarmacie nel 2006 ha rappresentato per molti farmacisti un’opportunità di lavoro, oltre che una possibilità per espriimersi professionalmente, ha voluto riproporre due numeri prodotti da quella ormai lontana e mai completata riforma:
10 mila posti di lavoro in più e  4300 attività distribuite sul territorio nazionale dove è sempre presente un farmacista abilitato e iscritto all’Ordine. Il tutto a costo zero per lo Stato, in esercizi che – già dal 2012, con il Cresci Italia – sono sottoposti a requisiti tecnici amministrativi che di fatto li assimilano ai requisiti di sicurezza e qualitativi delle farmacie.

Nelle parafarmacie italiane abbiamo la tracciabilità del farmaco, la farmacovigilanza, la Rev e quindi la tracciabilità dei farmaci veterinari, le ispezioni deontologiche dell’Ordine e ovviamente il Gdpr per la privacy” ha voluto precisare al riguardo Gullotta. “I farmacisti di vicinato  e le parafarmacie distribuiti sul territorio sono diventati un presidio della salute apprezzato dal cittadino che quotidianamente li sceglie”.
Ma si tratta, in ogni caso, di esercizi ancora oggetto di sperequazioni che a giudizio di Fnpi sono poco comprensibili, a partire dalle disparità di trattamento che si registrano nelle Regioni italiane: solo alcune di loro, infatti, consentono alle parafarmacie di offrire ai cittadini servizi come il Cup, il ritiro dei referti, la dispensazione dei presidi per diabetici, invalidi, allettati e celiaci.
E proprio qui si innesta la richiesta avanzata ieri da Gullotta al ministero di guardare a questi professionisti come a una risorsa in più nella rete della salute, di cui avvalersi con più efficacia e maggiori vantaggi attraverso l’eliminazione dell’attuale “assurda  situazione di incertezza normativa”. La proposta di Fnpi, “nell’ottica di valorizzare il professionista e non il luogo”, è quella di istituiree la farmacia non convenzionata, “in modo che i farmacisti di vicinato possano dispensare nei propri punti vendita tutti i farmaci non mutuabili”, diventando così anche per il ministero ciò che già sono per i cittadini, ovvero  un’interfaccia per la salute riconosciuta già da tempo.

Coerenti e conseguenti con questa prospettiva altre richieste  avanzate in chiusura al ministero: istituire la figura del farmacista direttore di parfarmacia e  prevedere possibilità di effettuare anche negli esercizi di vicinato  autonalisi o esami di prima istanza, che paradossalmente oggi possono essere fatte in autogrill, in banca o ai bordi dei campi sportivi, ma non in parafarmacia. Il tutto, ha concluso Gullotta, per vedere realizzata l’aspirazione che alla fine le sintetizza tutte:  “Chiediamo di essere utili al cittadino e alle istituzioni”.

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