Marche, parte a Jesi servizio sperimentale di riconciliazione farmacologica

Marche, parte a Jesi servizio sperimentale di riconciliazione farmacologica

Roma, 15 luglio – Migliorare l’aderenza terapeutica, implementando una maggiore consapevolezza dei cittadini nell’assunzione dei farmaci e aiutandoli così a non sbagliare nell’uso di prodotti dai quali (soprattutto in caso di cronicità e di età avanzata) dipende in larga misura la qualità della vita. Questo l’obiettivo dell’Ambulatorio di riconciliazione farmacologica, inaugurato lo scorso 11 luglio dal presidio ospedaliero di Jesi , nelle Marche, primo nel suo genere nella Regione ma anche  primo in Italia all’interno di una struttura ospedaliera.

La struttura opererà all’interno della Uoc di Medicina interna dell’ospedale,  diretta da Marco Candela, al quale è stato affidato il compito di spiegare come opera la riconciliazione farmacologica nel corso delle conferenza stampa di presentazione. Partendo dal fenomeno dell’invecchiamento della poplazione e dal fatto che gli ultrasessantacinquenni utilizzano farmaci (arrivando, nel 20% dei casi, ad assumerne anche 15 diversi), è stato evidenziato come la “politerapia”  esponga i pazienti in cura per più patologie a errori nell’assunzione, ma anche e soprattutto a danni derivati dalla assunzione stessa di farmaci. L’intervento dell’ambulatorio di riconciliazione, ha spiegato Caòlenda, serve appunto a spezzare “la catena dei farmaci, ossia la prescrizione di un farmaco per una patologia precisa, poi quella di altri farmaci per combattere ogni singolo effetto collaterale del primo, proponendo quindi un percorso di deprescrizione per limitare i danni derivati dalla assunzione di farmaci. Ci sono circa il 2,5% dei pazienti che assumono unsolo farmaco, ma oltre il 20% che ne hanno almeno 9“.

L’ambulatorio sarà operativo in via sperimentale da settembre e il suo funzionamento si baserà sull’intercheck:  i dati di pazienti che assumono oltre sette  farmaci verranno inseriti nella piattaforma digitale e il medico prescrittore potrà valutare la terapia in corso e decidere se variarla. Quindi dopo la ricognizione, viene avviata la riconciliazione. “Un percorso che favorirà lo scambio e la collaborazione tra struttura ospedaliera e territorio. La sperimentazione di sei mesi consentirà al servizio di controllare i risultati e fornire un servizio positivo, magari dare l’impulso e costituire un modello da seguire per altre strutture d’Italia” ha spiegato  Nadia Storti, direttore sanitaro di Asur Marche, l’azienda sanitaria unica regionale (nella foto).

L’attività dell’ambulatorio sarà gestita da un medico internista, un medico di medicina generale del distretto di Jesi e un farmacista ospedaliero e sarà attivabile attraverso specifica impegnativa recante la dicitura “Visita Internistica – Ambulatorio Riconciliazione Farmacologica”. Fondamentale per la buona riuscita della sperimentazione, come sottolineato nel corso della presentazione, sarà proprio la collaborazione tra tutti gli operatori delle strutture.

Quello della riconciliazione terapuetica è un argomento di stretta attualità al quale, sempre a Jesi, verrà dedicato uno specifico evento formativo il prossimo 18 settembre, dal titolo Less is more: più facile prescrivere che deprescrivere, al quale sono invitati a partecipare medici e specialisti. Nella circostanza saranno trattate le tematiche della “polipatologia”, degli atteggiamenti iperprescrittivi, del fenomeno di “add on therapy” che risulta spesso legato a un altissimo rischio di cedere all’assioma “un sintomo, un farmaco”, al fine di limitare e auspicabilmente prevenire il crescente fenomeno della patologie iatrogene, legate a eventi avversi o interazioni farmacologiche, spesso motivo nella popolazione anziana di ospedalizzazioni o esiti sfavorevoli.

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