CdS: Le finalità del concorso straordinario, tutela della salute e sviluppo concorrenza

CdS: Le finalità del concorso straordinario, tutela della salute e sviluppo concorrenza

Roma, 17 luglio – Il concorso straordinario previsto dall’articolo 11 della legge n. 27 del 2012  è finalizzato ad aumentare il numero delle sedi farmaceutiche, con l’obiettivo di potenziare la tutela della salute della popolazione e di sviluppare la concorrenza, il tutto senza tuttavia modificare le competenze regionali in materia di tutela della salute e di pianificazione dei relativi servizi, né le competenze comunali in merito alla programmazione territoriale delle farmacie.

Lo afferma la sentenza n. 3901/2019 della Terza sezione del Consiglio di Stato, pubblicata lo scorso 11 luglio, respingendo – seppure con diversa motivazione rispetto a quella del precedente giudizio del Tar Toscana – il ricorso di una titolare di farmacia della provincia di Siena.

All’origine del contenzioso, l’opposizione della titolare di una farmacia di Asciano e dell’Associazione dei titolari di Siena all’apertura di una nuova sede farmaceutica in una frazione del comune limitrofo di Castelnuovo Berardenga, con la richiesta al Tar Toscana dell’annullamento degli atti che avevano legittimato la costituzione della nuova sede farmaceutica.

I giudici amministrativi toscani, con sentenza n. 1650/2014, avevano liquidato la faccenda dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione e interesse, sentenza subito impugnata davanti al supremo consesso amministrativo. Che, anche se sulla base di altre considerazioni, ha però definitivamente respinto il ricorso.

La pronuncia del Consiglio di Stato spiega che il decreto “Cresci Italia” del 2012 poi convertito nella legge 27/2012  “ha inteso derogare sostanzialmente alla vigente normativa in materie di farmacie per potenziare l’offerta farmaceutica alla popolazione, ai fini di migliorare l’offerta di servizi volti alla tutela della salute, ma anche a fini di tutela dei consumatori mediante lo sviluppo della concorrenza, stabilendo che i Comuni debbano individuare nuove sedi di farmacie, scegliendo le aree meno servite o con maggiore accesso di potenziali utenti, e che le Regioni, che mantengono un potere sostitutivo in caso di inadempienza dei Comuni, debbano bandire un unico concorso straordinario per soli titoli, per la copertura delle nuove sedi farmaceutiche, che vanno ad aggiungersi, sulla base dei previsti nuovi parametri di rapporto con la popolazione, alla consueta programmazione territoriale senza farla venire meno”.

“L’appello deve pertanto essere respinto” sentenziano i giudici del Consiglio di Stato “dovendo essere confermato, seppure con diversa motivazione nei termini che precedono, l’esito negativo del ricorso di primo grado relativamente all’interesse sostanziale al bene della vita azionato in giudizio dall’appellante”.

 

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