Riforma della remunerazione delle farmacie, convocato il tavolo per il 31 luglio

Riforma della remunerazione delle farmacie, convocato il tavolo per il 31 luglio

Roma, 18 luglio – Si rimette in moto il confronto sulla nuova remunerazione della farmacia. Secondo quanto annunciato dal segretario di Federfarma, Roberto Tobia (nella foto)  sull’house organ del sindacato dei titolari, è stato convocato per il prossimo 31 luglio il tavolo che – alla presenza delle sigle della filiera da una parte e di Sisac, ministero della Salute, Mef,  Aifa e Regioni dall’altra –  cercherà di trovare un accordo sulla delicatissima questione.

Per Tobia, quella della  convocazione è una notizia “che dà fiducia e speranza alle farmacie italiane che finalmente si possa trovare finalmente un accordo che dia nel futuro sostenibilità alle farmacie italiane”. Al riguardo, Il segretario del sindacato titolari fa professione di ottimismo: “Siamo certi che questo incontro porterà a un confronto costruttivo e che la soluzione è finalmente a portata di mano”.

Proprio Federfarma, insieme alla Fofi, aveva rappresentato con insistenza la necessità di questo primo confronto, dal quale (negli auspici) dovrebbe scaturire un tavolo in grado di produrre un’intesa che consenta finalmente di rivedere i compensi delle farmacie, visto che l’attuale sistema – per la costante diminuzione della spesa farmaceutica convenzionata – non sembra più in grado di garantire la sostenibilità del servizio farmaceutico assicurato da questi esercizi.

La questione, come è noto, è annosa e controversa, in ragione delle posizioni diverse che si registrano all’interno della stesso mondo delle farmacie di comunità.  Non a caso è in procinto di partire – ad annunciarlo è lo stesso presidente del sindacato dei titolari Marco Cossolo  in una dichiarazione pubblicata oggi dalla newsletter F-Press  – un confronto interno alla stessa Federfarma, dove non sono poche le articolazioni territoriali (su tutte l’Unione regionale della Lombardia) che hanno chiesto un supplemento di analisi e discussione su una materia comprensibilmente decisiva per le sorti future della farmacia.

Per quanto soddisfatto per la convocazione del 31 luglio (che definisce “un merito congiunto di Federfarma e Fofi”), Cossolo – al contrario di Tobia – non si abbandona ad  aspettative troppo alte e mantiene un profilo realistico:   “Non so ancora se dall’incontro del 31 luglio comincerà un percorso che porterà all’intesa cui miriamo”  dichiara infatti il presidente nazionale del sindacato, spiegando che Federfarma, per risolvere il nodo remunerazione, si avvarrà anche della collaborazione di  Iqvia, alla quale la settimana scorsa è stato formalmente conferito l’incarico di disegnare lo scenario economico di riferimento e quindi di elaborare un modello, che però – precisa Cossolo – “dovrà seguire gli indirizzi politici del sindacato”.

Il confronto interno con le articolazioni periferiche di Federfarma servirà appunto a definire al meglio, e in modo quanto più condiviso possibile, quegli indirizzi.

Anche in casa Assofarm, la sigla delle farmacie pubbliche – che più di ogni altra ha mantenuto sempre accesi i riflettori sulla questione remunerazione – convocazione del 31 luglio è stata salutata con soddisfazione, anche perchè arriva a stretto giro da un altro importante incontro, quello che (dopo praticamente un anno di “fermo biologico”)  si riapre domani alla Sisac per riprendere il filo del rinnovo dell’accordo convenzionale tra farmacie e Ssn. “Era importante aprire un ragionamento strettamente collegato alla trattativa sulla nuova convenzione” dichiara al riguardo a F-Press il presidente Venanzio Gizzi. “Lavorare su due piani paralleli è indispensabile per costruire la farmacia del futuro”.

 

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