Osmed Aifa 2 – Spesa convenzionata sempre in calo, ma scendono anche diretta e Dpc

Osmed Aifa 2 – Spesa convenzionata sempre in calo, ma scendono anche diretta e Dpc

Roma, 19 luglio – Dei 482 euro spesi da ogni cittadino italiano per i farmaci nel 2018,  364 euro sono stati coperti dal Ssn. Questo il dato di estrema sintesi del Rapporto Osmed 2018, presentato eri a Roma, che attesta un calo della spesa farmaceutica territoriale complessiva (pari nel 2018 a 20.781 milioni di euro) rispetto all’anno precedente, dell’ordine del 1% in meno. Disaggregando il dato e considerando la sola spesa pubblica, comprensiva della spesa dei farmaci erogati dalle farmacie territoriali in regime di assistenza convenzionata e della spesa per i farmaci di classe A in distribuzione diretta e per conto , il totale è pari a 12.402 milioni di euro  (corrispondente a circa il 60% della spesa farmaceutica territoriale complessiva). cifra in sensibile calo (-4%) rispetto all’anno precedente. Una riduzione che pesa soprattutto sulla spesa farmaceutica convenzionata netta (-4,2% rispetto all’anno prima) ma che incide anche sulla spesa per i farmaci in distribuzione diretta e per conto (-3,6%). A proposito di questi ultimi, il report registra una spesa pari a 8.245 milioni di euro, rappresentata soprattutto dai farmaci di classe A (56%) seguiti dai farmaci di classe H (43,1%), mentre i farmaci di classe C rappresentano una quota sostanzialmente residuale, che non arriva nemmeno all’1%  (0,8%).

Significativo il dato delle distribuzione diretta (intesa in senso stretto, ovvero i farmaci distribuiti da strutture Asl) disaggregato a livello regionale: in Abruzzo – dove la distribuzione per conto ha cominciato a essere utilizzata solo nel 2018 –  è pari al 90%, mentre scende a percentuali intorno al 65% in Calabria, Lazio e provincia autonoma di Trento.

In testa alla classifica dei farmaci a maggior spesa tra quelli erogati in distribuzione diretta ci sono l’associazione sofosbuvir-velpatasvir, farmaco per il trattamento dell’infezione da Hiv l’associazione sofosbuvir-velpatasvir, con 499,7 milioni di euro, e il fattore VIII (302,6 milioni di euro). I farmaci anti epatite C, in ermini di spesa, la fanno letteralmente da padroni: nella lista dei primi 30 principi attivi per spesa vi sono infatti anche  l’associazione glecaprevir/pibrentasvir e altri quattro farmaci per il trattamento dell’infezione da Hiv . Ma “pesano” sensibilmente anche gli antineoplastici e gli immonomodulatori, presenti con 13 referenze.
La spesa dei farmaci erogati in ambito ospedaliero e ambulatoriale è stata pari a 3.181 milioni di euro, composta per il 75,7% dalla spesa per i farmaci di classe H, per il 17% dai farmaci di classe C e per una quota residuale dai farmaci di classe A (7,2%). Le Regioni che hanno registrato, in valori assoluti, la spesa in questo ambito più alta sono state nell’ordine la Lombardia (480,5 milioni di euro), il Lazio (295,7 milioni), l’Emilia Romagna (280,3 milioni). I valori più bassi, al contrario, sono quelli di Valle d’Aosta (5,3 milioni), Molise (13,7 milioni) e Basilicata (30 milioni).
La spesa a carico dei cittadini, comprensiva delle varie quote di partecipazione (ticket regionali e differenza di prezzo tra il medicinale a brevetto scaduto erogato al paziente e il prezzo di riferimento), dei medicinali di classe A acquistati privatamente e dei farmaci di classe C, ha invece registrato un aumento del +3,8% rispetto al 2017, raggiungendo 8.379 milioni di euro. L’impennata è il frutto delle buone performance dei farmaci per automedicazione (+12,4%), unite all’aumento della compartecipazione del cittadino (+3,8%) e dell’acquisto di farmaci in fascia C con ricetta (+2,2%). In calo, invece,  la spesa dei farmaci erogati degli esercizi commerciali (-7,0%).

L.

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