Consiglio Regioni Federfarma, Orlandi e Misasi su nuovo statuto: “Due anni per partorire un topolino”

Consiglio Regioni Federfarma, Orlandi e Misasi su nuovo statuto: “Due anni per partorire un topolino”

Roma, 24 luglio – “La montagna ha partorito il topolino”.  Farmacia Indipendente utilizza il registro del sarcasmo per commentare  l’annuncio del nuovo statuto  elaborato dal Consiglio delle Regioni di Federfarma dopo circa due anni di lavoro della commissione istituita proprio allo scopo di redigere la nuova carta delle regole.
“Nella qualità di membri dello stesso Consiglio” scrivono gli animatori dell’associazione Alfonso Misasi e Alfredo Orlandi  “siamo veramente orgogliosi del fatto che si chiamerà ‘Consiglio nazionale’ e che, addirittura, potrà integrare ‘la proposta del Consiglio di Presidenza, solo per la composizione delle Commissioni tecniche, con un ulteriore componente di propria designazione’.

Chiaro il senso del rilievo critico: il nuovo statuto apporta cambiamenti che, al più, possono essere assimilati a un make up leggero, quando l’esigenza era quella di un intervento di chirurgia estetica, e non solo. Significativo, al riguardo, un’altra notazione del comunicato diffuso oggi da Farmacia Indipendente: “Lo stesso comma 11 dell’articolo 15 prevedeva ‘la nomina e designazione su proposta’ in tutti i casi e non la ‘ratifica’ (obbligatoria?) : ci sembra un vero affare!”
Per quanto riguarda il resto dei contenuti del nuovo statuto, a giudizio di Misasi e Orlandi  “se non è zuppa è pan bagnato”.
“Ci chiediamo come si fa a non capire che intestardirsi a tenere fuori dal Consiglio di Presidenza più della metà delle Federfarma regionali, in un momento in cui addirittura si parla di ‘autonomia’ di molte realtà regionali, significa mettere a serio rischio l’unitarietà di Federfarma” affondano il colpo i due dirigenti sindacali. “Oggi sono rappresentate in Consiglio 10 Regioni su 21 e lo Statuto permetterebbe di scendere addirittura sotto con i doppioni e con la scelta, non vietata, di eleggere rappresentanti magari non indicati dalle stesse Regioni”.
“C’è solo da sperare che l’Assemblea dica no” è l’auspicio finale di Orlandi e Misasi “e richieda una partecipazione corale che eviti rischi di derive separazioniste”.

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