Da polipillola “4 in 1” risultati positivi nella riduzione del rischio di infarto e ictus

Da polipillola “4 in 1” risultati positivi nella riduzione del rischio di infarto e ictus

Roma, 28 agosto – Una sola pillola presa una volta al giorno, che combina quattro farmaci comuni e promette di ridurre il rischio di infarto, ictus e morte improvvisa nelle persone di età superiore ai 50 anni. A promuovere il prodotto a basso costo e che semplifica la prevenzione cardiovascolare è uno studio, il primo su larga scala condotto fino a questo momento, che ha esaminato l’efficacia di un regime terapeutico a base di quattro principi attivi (aspirina, atorvastatina, idroclorotiazide e uno tra enalapril e valsartan) per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno scoperto che coloro che i pazienti sottoposti a questo trattamento hanno manifestato un rischio di gravi problemi cardiaci inferiore di oltre il 30% rispetto a chi ha solo seguito consigli su stili di vita sani.

Studi precedenti sono stati condotti soltanto su piccoli gruppi di persone e per brevi periodi di tempo, esaminando principalmente gli impatti sul colesterolo e sulla pressione sanguigna, il che significa che il pieno potenziale del “politrattamento” è rimasto poco chiaro. Il nuovo lavoro ha coinvolto invece oltre 6.800 partecipanti di età compresa tra 50 e 75 anni, proveniente da un’area rurale dell’Iran in cui quasi il 34% dei decessi prematuri è dovuto a malattie coronariche e il 14% è causato da ictus.

In uno studio pubblicato il 24 agosto su Lancet, ricercatori del Regno Unito, degli Stati Uniti e dello stesso Iran hanno riferito che 3.417 persone hanno ricevuto solo cure minime, come un aiuto nel controllo della pressione sanguigna o del colesterolo, nonché consigli sullo stile di vita su argomenti come dieta, esercizio fisico e fumo. Un numero simile di persone, oltre a questo, ha ricevuto anche la polipillola “quattro in uno”.

I partecipanti sono stati seguiti per un periodo di cinque anni. Solo 202 persone che hanno assunto il farmaco sono andate incontro a un evento cardiovascolare maggiore, come infarto, insufficienza cardiaca o ictus, rispetto a 301 nel gruppo dei pazienti che avevano ricevuto solo “consigli”. Secondo gli autori questo si traduce in un rischio inferiore del 34% di avere un evento del genere per chi assume il medicinale.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi