FederFarDis a Speranza: “Servizio farmaceutico, servono scelte strategiche”

FederFarDis a Speranza: “Servizio farmaceutico, servono scelte strategiche”

Roma, 10 settembre – Tutto sbagliato, tutto da rifare. A volerlo sintetizzare, è il senso bartaliano della lettera che Paolo Moltoni (nella foto),  presidente di FederFarDis, una delle sigle di rappresentanza del mondo delle parafarmacie, ha indirizzato al neo-ministro della Salute, Roberto Speranza. Scopo della missiva, evidenziare il fallimento delle misure messe in atto dagli ultimi governi in materia di dispensazione dei farmaci, del tutto inadeguate – secondo Moltoni – a implementare la capillarità del servizio.

Le previsioni dell’articolo 11 Cresci Italia del 2012, che prevedevano appunto il potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica attraverso l’apertura su tutto il territorio nazionale di oltre 4.000 nuove farmacie, si sono rivelate a giudizio del presidente FederFarDisa un buco nell’acqua. Quella che era un’occasione per  rendere più capillare l’erogazione delle prestazioni farmaceutiche e contribuire al rilancio dell’economia (“l’apertura di una farmacia mediamente comporta investimenti non inferiori a 3-400.000 euro”, annota Moltoni al riguardo), offrendo anche uno sbocco occupazionale in un settore che ha registrato rilevanti incrementi nei tassi di disoccupazione, è infatti andata largamente perduta per  “la complessità delle norme e i continui ricorsi presentati, spesso pretestuosi visto che moltissimi ricorsi sono stati rigettati dai giudici amministrativi”, elementi che “hanno ritardato le procedure di assegnazione e la conseguente apertura delle nuove farmacie”. Il risultato, per Moltoni, è che “andrà bene se” – alla scadenza della proroga (estesa rispetto alle previsioni originarie) del termine di validità delle graduatorie del concorso straordinario –  “si arriverà all’apertura di un numero di nuove farmacie di molto inferiore a quello che per legge si era fissato”.
Serve altro, secondo il presidente di FederFarDis, che fa riferimento a “politici lungimiranti, di statura politica e con una visione strategica del Paese, che affrontano le questioni non per mero calcolo elettorale, non schiacciati sul presente e per questo non prigionieri di logiche politiche di corto e cortissimo respiro e quindi, non dominati dal riflesso condizionato di operare scelte di convenienza all’avvicinarsi delle tornate elettorali”.

Politici che, secondo Moltoni, hanno “ora più che mai la possibilità di fare scelte strategiche proiettate al futuro, dando finalmente prova di aver preso le distanze da quelle logiche di cortissimo respiro che hanno contraddistinto l’operato degli esecutivi che l’hanno preceduta. Di questo ha bisogno il nostro Paese”.

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