Isa, nuovi chiarimenti dalle Entrate, circolare di Federfarma sulle criticità

Isa, nuovi chiarimenti dalle Entrate, circolare di Federfarma sulle criticità

Roma, 10 settembre – Il passaggio dai “vecchi” (molto discussi e criticati) studi di settore agli Isa, gli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale, rivoluzione che coinvolge gli oltre 3,5 milioni di contribuenti (tra i quali le farmacie) soggetti allo strumento presuntivo dell’Agenzia delle entrate per misurare a livello statistico la congruità dei ricavi e dei compensi, sta producendo (come inevitabilmente accade con le rivoluzioni)  criticità in diversi settori e professioni, puntualmente rilevate e messe in evidenza sia dai consulenti ed esperti in materia fiscale-tributaria, sia dalle categorie interessate.

Gli Isa, introdotti con il Dl 59/2017, sono gli strumenti di “compliance fiscale” che sostituiscono la vecchia logica delle “comparazioni” (principio base degli studi di settore) con il nuovo principio degli “indici”, basati su dati sintetici che forniscono, su scala da uno a 10, il grado di affidabilità del contribuente, utilizzando una metodologia che tiene conto di indicatori elementari di affidabilità e indicatori elementari di anomalia.  La media del loro valore (espressa appunto da 1 a 10)  rappresenta il posizionamento del contribuente: tanto maggiore è il punteggio, e quindi il grado di affidabilità, tanto più facile sarà l’accesso al regime premiale e ai vantaggi che il nuovo strumento assicura, quali ad esempio la riduzione dei tempi per ricevere i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e la riduzione idei termini di prescrizione (in altre parole, una diminuzione dei tempi per effettuare gli accertamenti fiscali sul soggetto).

L’obiettivo degli Isa è dunque quello di favorire, passando da uno strumento “calato dall’alto” come gli studi di settore a uno che “lavora dal basso”, il dialogo tra i contribuenti e il fisco, favorendo in questo modo l’adempimento spontaneo da parte di imprese e professionisti, al fine di migliorare la loro affidabilità fiscale.

Il nuovo sistema, però, sia pure già sottoposto a correzioni di tiro e aggiustamenti nelle prime fasi del suo varo, sembra presentare complessità procedurali ed errori nel sistema di calcolo che ne rendono problematica una corretta applicazione, tanto da sollevare (anche e soprattutto tra “gli addetti ai lavori”) la richiesta di rinviarla o di renderla facoltativa almeno per il periodo d’imposta relativo al suo primo anno.

A confermare l’esistenza di problemi è anche Federfarma, che in una circolare sul tema inviata ieri alle sue articolazioni territoriali evidenzia che “da parte di alcuni consulenti che assistono territorialmente le farmacie”, sono pervenute  “segnalazioni riguardanti criticità nell’applicazione degli Isa, in particolare per quanto riguarda l’appartenenza delle farmacie a gruppi di acquisto, che sembrerebbe influenzare, in senso negativo, l’elaborazione dell’indice di affidabilità per quelle che dichiarano di farne parte. Le segnalazioni in discorso sono state puntualmente trasmesse a So.Se., per le necessarie verifiche tecniche, prima della loro sottoposizione all’Agenzia delle Entrate”. Gli esiti e gli sviluppi delle verifiche, assicura la circolare del sindacato dei titolari, verrano puntualmente portati a conoscenza degli associati.

Federfarma torna anche sulla richiesta di  facoltatività degli Isa per il primo anno di applicazione, ripetutamente richiesta da poi “commercialisti e altre categorie di professionisti”, spiegando che per essere accolta  servirebbe “una specifica disposizione legislativa e la disponibilità di nuove risorse per la relativa copertura finanziaria, che il nuovo Governo, appena insediato, dovrebbe impegnarsi a trovare, tenuto conto della scadenza dei versamenti, fissata per il prossimo 30 settembre”. Un richiamo realistico, insomma, a non farsi soverchie illusioni sull’arrivo di misure che rendano facoltativa l’applicazione degli Isa o ne dispongano un eventuale slittamento.

Federfarma, in ogni caso, getta anche anche sul fuoco dell’eccesso di allarmi e preoccupazioni legate alle possibili conseguenze derivanti dall’applicazione dei nuovi indicatori, ricordando che “nessun automatismo precostituito sarà previsto in ordine alla selezione dei soggetti passibili di controllo fiscale che hanno ricevuto un voto Isa pari o inferiore a 6” e rammentando anche che  “l’Agenzia sarebbe in ogni caso intenzionata a diramare, a breve, un ulteriore documento di prassi sull’argomento”.

La circolare del sindacato dei titolari ricorda ance, molto opportunamente, che – allo scopo di favorire l’applicazione degli Isa – l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la circolare esplicativa n.17/E del 2 agosto 2019, con i primi chiarimenti sulla nuova disciplina. Nel documento, spiega Federfarma,  “l’Agenzia spiega anche come migliorare il proprio giudizio di affidabilità, illustrando i benefici previsti per i contribuenti più affidabili, l’analisi del rischio, le sanzioni e l’attività di accertamento nei confronti dei contribuenti inadempienti.  Infine, la circolare fornisce risposte ad alcune richieste di chiarimento pervenute in relazione a diversi aspetti correlati all’applicazione degli Isa”.

Ma va anche adoverosamente segnalata la circolare n.2o diramata ieri dall’Agenzia delle Entrate sempre a proposito di Isa, contenente ulteriori chiarimenti in risposta ad alcuni quesiti pervenuti da associazioni di categoria e ordini professionali. Il documento, in buona sostanza, chiarisce e integra la circolare esplicativa di agosto, attraverso la ricognizione e la raccolta sistematica delle risposte fornite in merito ad alcuni quesiti pervenuti dalle categorie e dagli ordini professionali formulati in occasione di incontri e convegni in materia di Isa,  svoltisi nei mesi di giugno e luglio 2019. Per una trattazione più organica i quesiti e le relative risposte sono stati divisi in nove macro aree tematiche, prima delle quali l’utilizzo degli Isa ai fini delle attività di analisi del rischio e selezione: i quesiti compresi in questa area tematica riguardano le attività di selezione e analisi del rischio basate sulle risultanze degli Isa. Ma nell’elenco delle macro aree c’è ovviamente di tutto: le cause di esclusione dall’applicazione degli Isa per il periodo d’imposta2018, le segnalazioni relative agli indicatori e al funzionamento del software, il coefficiente individuale (dove sono illustrate le dinamiche di funzionamento di tali coefficienti), la corretta compilazione dei modelli, il regime premiale e la proroga dei versamenti al 30 settembre.

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