Commissione Ue, la Salute assegnata alla cipriota Stella Kyriakides

Commissione Ue, la Salute assegnata alla cipriota Stella Kyriakides

Roma, 11 settembre – È la cipriota Stella Kyriakides (nella foto), del Partito popolare, il “ministro” europeo alla Salute nella Commissione guidata da Ursula van der Lynden.

La nuova commissaria succede al lituano Vytenis Andriukaitis. Di formazione medica (è psicologa), Kyriakides – che ha 63 anni – vanta un’esperienza ventennale come dirigente del presso il ministero della Salute del suo Paese, dove attualmente siede in parlamento nelle file del Partito del Raduno democratico, che aderisce appunto al Partito popolare europeo. Nel suo curriculum, un intenso impegno per la difesa e la promozione della salute dell’infanzia e delle donne, in particolar modo con azioni volte alla prevenzione di violenze di genere e del tumore al seno. Kyriakides, in accordo con le prerogative del suo ruolo, si  occuperà non solo della tutela della salute pubblica all’interno dell’Unione europea ma anche della protezione degli interessi dei cittadini consumatori.

Per quanto riguarda le altre nomine, spicca ovviamente quella dell’ex primo ministro italiano Paolo Gentiloni agli Affari economici, dove succede al francese Pierre Moscovici. Sarà lui a guidare l’economia europea, in un ruolo guida che sarà decisivo anche per le sorti del nostro Paese, che ha assoluta necessità di un  “ammorbidimento” dei rigorosi vincoli di bilancio fissati a Bruxelles.

Questi, a ogni buon conto, i 26 nomi della squadra messa in piedi dalla presidente van der Lynden, che deve peraltro ottenere la fiducia da parte della sessione plenaria del Parlamento Ue, che si terrà dal 21 al 24 ottobre. I tre vicepresidenti esecutivi –  quelli più alti in grado, in tutto sono otto – sono  la danese Margrethe Vestager, l’olandese Frans Timmermans e il lettone Valdis Dombrovskis, noto come falco del rigorismo. È proprio con lui (che ha la delega per gli Affari economici) che dovrà confrontarsi Gentiloni, e con ogni probabilità non sarà un confronto semplice.

Gli altri commissari (oltre a quelli già citati) sono: l’Alto rappresentante per la politica estera, lo spagnolo Josep Borrell;  il belga Didier Reynders  (giustizia); Dubravka Šuica (Croazia, demografia e democrazia); Kadri Simson (Estonia, energia); Virginijus Sinkevičius (Lituania, ambiente e oceani); Jutta Urpilainen (Finlandia, relazioni internazionali); László Trócsányi (Ungheria, politica di vicinato e negoziati per l’allargamento); Margaritis Schinas (Grecia, migrazioni); Phil Hogan (Irlanda, commercio); Sylvie Goulard (Francia, mercato interno); Nicolas Schmit (Lussemburgo, lavoro); Helena Dalli (Malta, parità di genere); Janusz Wojciechowski (Polonia, agricoltura); Elisa Ferreira (Portogallo, coesione e riforme); Rovana Plumb (Romania, trasporti); Maroš Šefčovič (Slovacchia, relazioni interistituzionali); Mariya Gabriel (Bulgaria, giovani e innovazione), Janez Lenarčič (Slovenia, gestione delle crisi), Věra Jourová (Repubblica Ceca,trasparenza e ai valori democratici), Ylva Johansson (Svezia, affari interni) e Johannes Hahn (Austria, bilancio).

 

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