Roma, recrudescenza di colpi in farmacia, caccia a un rapinatore seriale

Roma, recrudescenza di colpi in farmacia, caccia a un rapinatore seriale

Roma, 12 settembre – Un rapinatore non solo seriale, ma ultra veloce, capace di mettere a segno tre colpi in pochi minuti, a danno di farmacie e altri esercizi commerciali, roba che neppure Flash Gordon. Il malvivente, ancora ricercato dalle forze dell’ordine (che comunque dispongono ormai di diverse immagini el delinquente) imperversa dalla fine dello scorso mese in quella che sembra essere la sua personale tenuta di caccia a Roma, la zona Garbatella-Ostiense, con qualche sconfinamento fino a San Giovanni, dove si è fatto vivo lunedì scorso.  Prima ha tentato una rapina ai danni della  farmacia di Francesco Basta, in piazza Roselle, dove però è stato messo in fuga dalla reazione del titolare.  Lungi dal perdersi d’animo, il bandito seriale, pistola in pugno, ha rapinato altri cinque esercizi nei 25 minuti successivi tra Garbatella e San Giovanni, per sparire in un lampo a bordo di uno scooter, anch’esso ovviamente rubato.

Si riaffaccia, dunque, l’allarme rapine nella Capitale, nonostante tutti gli sforzi che le forze dell’Ordine – in collaborazione con l’associazione dei titolari di farmacia e l’Ordine dei farmacisti di Roma – da tempo pongono in essere per contrastare quella che è una pericolosa piaga, come dimostrano i gravi rischi corsi dallo stesso Basta con la sua reazione al tentativo di rapina del bandito Speedy Gonzales sulla spinta dell’esasperazione per tre furti già subiti in precedenza.

Stufo di subire, il professionista racconta all’edizione romana del Corriere della Sera di aver afferrato il malvivente per le braccia, spintonandolo e intimandogli di andarsene “che è meglio per tutti e due”. Una reazione che ha sorpreso il rapinatore che, di fronte a uno sgabello afferrato da Basta e alzato in aria come per colpirlo, lo ha indotto a uscire precipitosamente dalla farmacia e andarsene.

“A pensarci adesso mi vengono i brividi” ha confessato Basta al quotidiano, consapevole (a freddo) dei rischi corsi di fronte a un bandito armato di pistola. “Non l’ho fatto per i soldi, la verità è che a subire queste cose non ci sto, mi sale la rabbia. Rischio, è vero, ma lo realizzo solo dopo. Ho già subito rapine quando lavoravo nella farmacia di piazza Igea e poi in un’altra a Fidene. Non erano di mia proprietà, mentre questa sì, ma è lo stesso. Sono passati anni, non è cambiato niente: le rapine continuano a farle, purtroppo se scegli questo lavoro devi metterlo in conto”.

In effetti, delle 12 rapine che, secondo le forze dell’ordine,  Speedy Gonzales avrebbe messo a segno negli ultimi giorni, ben cinque sono state a danno di farmacie. Confermando l’esistenza di un problema-sicurezza più volte denunciato dalle sigle professionali e di categoria, preoccupate dal fatto che a essere esposti al rischio non sono soltanto i farmacisti che lavorano per assicurare un servizio essenziale per la salute dei cittadini, ma anche i clienti delle farmacie.

Preoccupato dall’impennata di atti predatori a danno delle farmacie, dopo un periodo di relativa calma, il presidente dell’Ordine Emilio Croce, che ieri – pur ricordando al Corriere della Sera un ormai pluriennale e continuo rapporto di collaborazione instaurato con polizia e carabinieri per contrastare il fenomeno delle rapine, anche aumentando le misure di sicurezza – ha sostenuto che per proteggere operatori e utenti “bisogna fare qualcosa di più”.  Impresa  in verità non semplice, attesa la complessità del problema sicurezza in una città come Roma e l’insufficienza di risorse – umane e strumentali – che affligge il settore.

Al di là di fenomeni di recrudescenza eclatanti come quelli registrati a Roma nelle ultime settimane, non bisogna però perdere di vista le coordinate complessive del fenomeno, che (ad attestarlo sono i dati del Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria 2018 realizzato da Abi e Ossif) negli ultimi anni risulta in calo: il trend delle rapine in farmacia degli ultimi nove anni evidenzia infatti un  calo generalizzato dei reati, anche se  il decremento non è stato costante.

Dopo un’iniziale crescita del fenomeno criminoso fino al picco raggiunto nel 2013 con 1.256 rapine, vi è stata un’inversione di tendenza con un costante calo dei reati fino al valore minimo raggiunto proprio nel 2017 con 677 rapine. Il calo è pari al 18,6% rispetto all’anno precedente e raggiunge addirittura il 46% se paragonato al valore del 2013.  Analogo l’andamento dell’indice di rischio: dal valore di 5,5 rapine ogni 100 farmacie del 2009, vi è stata una crescita fino al valore massimo di 7 rapine ogni 100 farmacie raggiunto nel 2013, seguita poi da un costante calo che ha portato l’indice nel 2017 al valore minimo di 3,6 rapine ogni 100 farmacie. Ma se sul fronte rapine le cose, cifre alla mano, sembrano andare meglio (anche se, comprensibilmente, farà fatica ad accettarlo chi – come Basta – è ancora vittima di atti predatori –  va anche detto che vanno molto peggio su altri versanti: nel 2018, secondo i dati forniti dal presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina, le farmacie della capitale hanno subito 53 furti con scasso a farmacia chiusa, durante i quali sono stati rubati farmaci e casse automatiche. Un fenomeno continuato  nei primi mesi dell’anno in corso,  con danni enormi per  gli esercizi, spesso gravemente danneggiati da furti che (visto che a essere trafugati sono anche i farmaci, presumibilmente destinati a essere venduti su altri mercati) sono probabilmente eseguiti su commissione.

Si tratta di un nuovo fronte critico, sul quale è necessario attivare le giuste contrarie, considerato che le telecamere collegate direttamente alle stazioni delle forze dell’ordine di cui dispongono ormai molti esercizi non sono sembrate un deterrente sufficiente. Servono altre misure, prime tra tutti – come a suo tempo chiesto dal presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo“maggiori controlli e la certezza della pena e della sua applicazione per questi delinquenti”.

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