Cremona, sgominata dai Nas gang dedita al traffico internazionale di antitumorali rubati

Cremona, sgominata dai Nas gang dedita al traffico internazionale di antitumorali rubati

Roma, 13 settembre – Una organizzazione criminale dedita al furto, alla ricettazione e al traffico internazionale di farmaci, principalmente oncologici e destinati a cure particolari, è stata scoperta e sgominata dai carabinieri del Nas. I furti – secondo quanto emerso da lunghe e complesse indagini relative al periodo tra il 2017 e il 2018 –  sarebbero avvenuti in strutture ospedaliere e magazzini farmaceutici di tutta Italia. L’operazione, convenzionalmente denominata Dawaa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona,  ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari, di cui 14 custodiali e quattro restrittive (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nonché a 34 decreti di perquisizioni, a carico di altrettanti soggetti indagati poiché coinvolti a vario titolo nel traffico internazionale di farmaci rubati.

I provvedimenti, disposti dal Gip del Tribunale di Cremona su richiesta del coordinatore delle attività di indagine, il sostituto procuratore della Repubblica di Cremona Ilaria Prette (al centro nella foto durante la conferenza stampa che ha illustrato l’operazione Dawaa) sono state eseguiti con l’impiego di un dispositivo costituito da 220 militari dei NAS e dell’Arma territoriale nelle province di Cremona, Lodi, Milano, Piacenza, Bologna, Napoli e Salerno. I destinatari delle misure, facenti parte di un’associazione a delinquere con base nel cremasco, sono riconducibili a varie componenti rappresentate da ladri, ricettatori, corrieri e piazzisti, i quali avevano posto in essere una fitta rete di commercio illegale di farmaci ad alto costo, tutti destinati al mercato estero.

Un parte del sodalizio – informa una nota ufficiale dei Nas pubblicata sul sito del ministero – si occupava di trafugare i medicinali dalle farmacie delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere pubbliche nonché dalle logistiche farmaceutiche, consegnandoli al primo livello di ricettatori costituiti da soggetti di origine campana che, a loro volta, li cedevano a un ulteriore livello di gestione, a capo dell’intera organizzazione, ruolo svolto da due cittadini egiziani che si occupavano, grazie alla collaborazione di fiancheggiatori e corrieri, alle fasi di esportazione dei farmaci in Francia, Germania e soprattutto in Nord Africa e Medio Oriente, in particolare Egitto, Siria e Arabia Saudita. I medicinali esportati in spedizioni aeree tramite corrieri o passeggeri in partenza dall’Aeroporto di Milano Malpensa, giunti a destinazione, venivano presi in custodia dai complici che si occupavano della logistica di trasporto e collocazione presso magazzini locali o di recapito a privati come medici e pazienti facoltosi.

Durante l’indagine sono state sequestrate 824 confezioni di medicinali per un ammontare complessivo, sulla scorta dell’elevato valore economico di ogni singola unità terapeutica, di quasi 4 milioni di euro.

Di particolare risalto investigativo è stato il contributo del Nucleo Carabinieri Aifa (il Nucleo Nas dislocato presso l’Agenzia italiana del farmaco), i cui riscontri hanno consentito di ricostruire e individuare la provenienza illecita dei medicinali, trafugati nel corso di furti con effrazione e scasso commessi tra settembre 2017 e maggio 2018 presso le farmacie interne agli ospedali San Giovanni Bosco ed Ascalesi di Napoli, San Timoteo di Termoli e delle Aziende Sanitarie Provinciali, deputate da distribuire i medicinali alle strutture pubbliche su base territoriale, di Catanzaro, Caltagirone e Rutigliano nonché presso una nota logistica farmaceutica lodigiana.

Al riguardo, va però ricordato – per completezza di informazione, dal momento che la nota ufficiale dei Nas non ne fa cenno –  l’impegno tenace e il ruolo fondamentale svolto dall’Ufficio Qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, che dopo anni di certosina analisi del fenomeno, ha messo insieme la mole di conoscenze e dati (ma anche formulato le indicazioni e messo a punto i protocolli operativi) alla base delle azioni necessarie per fronteggiarlo.

Proprio per la finalità di sanità pubblica a cui erano destinati i farmaci sottratti, si legge ancora nella nota dei Nas, l’indagine rappresenta un importante intervento repressivo per contrastare un fenomeno criminale particolarmente insidioso, sia per il notevole esporto economico in danno del Servizio sanitario pubblico sia per la sottrazione di prodotti farmacologici destinati al trattamento di importanti patologie come quelle oncologiche e con urgenti esigenze terapeutiche.

Gli accertamenti hanno dimostrato, inoltre, la mancata applicazione delle corrette modalità di custodia dei medicinali oggetto di illecito commercio: infatti alcune categorie di farmaci oggetto di furto richiedevano la vincolante conservazione a temperatura di refrigerazione, condizione necessaria per assicurare l’efficacia del principio attivo farmacologico e dell’azione terapeutica. Un obbligo disatteso dall’organizzazione criminale, con inevitabili conseguenze sullo stato dei farmaci. che a causa della cattiva conservazione esponevano a potenziali pericolo per la salute gli ignari pazienti a causa, nel migliore dei casi, della inefficacia delle funzione curativa.

Gli arrestati, associati in diversi istituti di detenzione del Nord e Sud Italia, su disposizione della Procura di Cremona, dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere, ricettazione, furto aggravato e commercio di farmaci guasti ed imperfetti.

Un plauso all’operazione è subito arrivato dal ministro della Salute Robero Speranza, che in una nota  ha espresso il suo  “più vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri che ha portato oggi alla positiva conclusione di un’operazione di polizia contro un vasto traffico internazionale di farmaci antitumorali”.

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