Abusivismo professionale, denunciati ad Asti un titolare di farmacia e un suo commesso

Abusivismo professionale, denunciati ad Asti un titolare di farmacia e un suo commesso

Roma, 16 settembre  – I carabinieri del Nas di Alessandria hanno denunciato alla Procura di Asti  un addetto alle vendite di una farmacia di Asti (della quale, secondo quanto riferiscono le cronache locali, non è stato diffuso il nome)  colpevole – secondo i rilievi dei militari dell’Arma – di  dispensare regolarmente farmaci ai pazienti, insieme alle indicazioni e ai consigli per assumerli. Denunciato anche il farmacista titolare dell’esercizio che consentiva al suo dipendente l’esercizio abusivo della professione,  reato del quale – oltre che davanti ai magistrati – il titolare di farmacia dovrà rispondere anche davanti al consiglio di disciplina dell’Ordine professionale.

L’abusivismo professionale, hanno ribadito i carabinieri dei Nas, contravviene la norma molto chiara che prevede che prevede che i medicinali siano dispensati al pubblico solo da persona laureata in farmacia e iscritta all’Albo professionale provinciale, così da assicurare che i farmaci siano erogati senza rischi per l’utenza. Permettere che in farmacia un atto professionale venga svolto da chi non ne ha titolo, però, non significa solo infrangere le leggi dello stato ed esporre a rischio la salute dei cittadini, ma anche infliggere un colpo mortale alla stessa credibilita della figura professionale del farmacista.

“Quello dell’abusivismo professionale farmaceutico non è un fenomeno nuovo ed è quasi sempre dettato dalla necessità di risparmiare sul costo dei dipendenti in carico alla farmacia” scrive il quotidiano La nuova provincia.  “I farmacisti titolari sono pienamente consapevoli di correre il rischio di essere denunciati (insieme ai propri dipendenti) per esercizio abusivo della professione di farmacista. Una denuncia che può preludere anche a una sospensione e nei casi più gravi, alla radiazione dall’Albo professionale per violazione delle norme deontologiche. Altro rischio che il farmacista titolare si assume ogni volta che manda al banco di vendita un commesso al posto di un collega è quello di essere chiamato in giudizio nel caso di errata somministrazione di medicinali che comportino lesioni all’assistito”.

La vicenda ha finito inevitabilmente per rimbalzare all’interno della categoria: immediato il messaggio diffuso via twitter dal Movimento nazionale liberi farmacisti, non privo di espliciti riferimenti polemici: “Qualcuno, anche parlamentare, afferma che il problema non esiste, che sono casi isolati…Nel frattempo che ne ha i titoli non può esercitare appieno la propria prorfessione. Serve + equità”.

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