Oms, domani il World Patient Safety Day: “Le cure non sicure uccidono”

Oms, domani il World Patient Safety Day: “Le cure non sicure uccidono”

Roma, 16 settembre – “Nessuno dovrebbe essere danneggiato mentre riceve assistenza sanitaria. Eppure, a livello globale, almeno 5 pazienti muoiono ogni minuto a causa di cure non sicure“. A dichiararlo è Tedros Adhanom Ghebreyesus (nella foto), direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) alla vigilia  della Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti (World Patient Safety Day), la cui prima edizione sarà celebrata domani 17 settembre in tutto il mondo, con lo slogan “Parliamo della sicurezza dei pazienti”.  Istituita dalla 72a Assemblea mondiale della sanità, la Giornata mondiale serve a evidenziare come la sicurezza dei pazienti sia una priorità di salute globale.

Almeno 134 milioni di pazienti ogni anno – sintetizza una nota dell’Ansa – sono vittime di eventi avversi che si verificano a causa della mancanza di sicurezza nelle prestazioni sanitarie e 2,6 milioni muoiono per questo, ma la maggior parte di questi decessi sono evitabili. In particolare, quattro pazienti su 10 sono danneggiati durante le cure primarie e ambulatoriali. Gli errori terapeutici da soli costano circa 42 miliardi di dollari all’anno, ma oltre a questi vi sono errori legati alla diagnosi, alla prescrizione di medicinali e alle procedure chirurgiche.

Per i farmaci, in particolare, possono verificarsi errori nelle diverse fasi del processo che porta al loro impiego. Solo per fare un esempio, fattori umani come affaticamento, cattive condizioni ambientali o carenza di personale influenzano le pratiche di prescrizione, trascrizione, dispensazione, amministrazione e monitoraggio e possono essere all’origine di gravi danni, disabilità e persino morte.
Secondo il rapporto Oms, il 15% delle spese ospedaliere può essere attribuito al trattamento delle carenze nella sicurezza dei pazienti nei paesi Ocse e quattro su 10 sono i pazienti danneggiati a livello di cure primarie e ambulatoriali. Ma è possibile evitare fino all’80% dei danni dovuti a queste situazioni.

Le pratiche terapeutiche non sicure e gli errori terapeutici sono la principale causa di lesioni e danni evitabili nei sistemi di assistenza sanitaria in tutto il mondo.

Per puntare l’attenzione sulla sicurezza dei pazienti, il 17 settembre, le città di tutto il mondo illumineranno monumenti di colore arancione. In Italia, in particolare la giornata mondiale andrà di pari passo con la Prima Giornata Nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, promossa dal ministero della Salute, che per l’occasione ha organizzato anche un workshop per fare il punto sulla gestione del rischio clinico. L’evento si terrà nell’Auditorium Cosimo Piccinno nella sede del ministero di Lungotevere Ripa, con due obiettivi: fare il punto sulla gestione del rischio clinico nel nostro Paese e su quanto si è fatto finora per prevenire gli errori evitabili e sottolineare la volontà di lavorare insieme per il miglioramento dei livelli di sicurezza delle cure in tutto il Paese.(a questo link tutte le informazioni per saperne di più)

Ad essere illuminata di arancione sarà la piramide Cestia a Roma. Proprio per promuovere una sempre maggiore sicurezza nelle cure, è stata approvata nel nostro Paese, nel 2017, la legge sul rischio clinico e la responsabilità del personale sanitario, di cui però mancano, a distanza di due anni, i decreti attuativi.

 

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