Sediva: “Un basso voto Isa non è in sè causa sufficiente per un accertamento”

Sediva: “Un basso voto Isa non è in sè causa sufficiente per un accertamento”

Roma, 17 settembre – Lo “scostamento” dagli Isa non può costituire in quanto tale motivazione sufficiente per un atto di accertamento. Questa la rassicurante risposta che lo Studio Sediva fornisce oggi a un quesito sull’applicazione del nuovo indicatore di affidabilità fiscale.

Infatti, secondo l’art. 9-bis, comma 14, del decreto legge n. 50/2017 – che ha introdotto i nuovi indici sintetici di affidabilità in sostituzione dei controversi e molto criticati  studi di settore – nel definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale, “l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza devono considerare (unitamente a tutti gli altri elementi previsti)  il livello di affidabilità fiscale dei contribuenti derivante dall’applicazione degli indici” spiega uno degli esperti dello studio, Stefano Civitareale.

Dal canto suo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 maggio 2019 – riguardante il regime premiale riservato per il 2018 ai “soggetti Isa” che raggiungono un determinato livello di affidabilità (voto da 8 a 9) – stabilisce che, ai fini della definizione delle specifiche strategie di controllo basate appunto su analisi del rischio di evasione fiscale, l’amministrazione finanziaria tiene conto di un livello di affidabilità minore a uguale a 6.

“In pratica, coloro che non raggiungeranno la ‘sufficienza’ avranno sì maggiori probabilità di subire una verifica fiscale” spiega Civitareale “ma sulla base di ‘fonti di innesco’ diverse (indagini finanziarie, redditometro, analitico, ecc.) dal mero scostamento dagli ISA, che – lo ripetiamo – non rappresenta in sé, differentemente da quel che accadeva con gli studi di settore, un presupposto valido/sufficiente per l’accertamento ma soltanto un elemento selettivo di pianificazione dell’attività di controllo”.

Se la posizione fiscale è regolare  – è la conclusione dell’esperto – “affrontiamo pure con serenità il (maggior) rischio di una visita del Fisco in futuro, anche se dobbiamo comunque tentare di capire bene (naturalmente con l’aiuto del commercialista) perché abbiamo ‘meritato’ un voto insufficiente”.

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