Sileri: “Risorse sanità, miliardi di risparmi dalla digitalizzazione del Ssn”

Sileri: “Risorse sanità, miliardi di risparmi dalla digitalizzazione del Ssn”

Roma, 18 settembre – La soluzione almeno parziale del problema dei problemi della sanità, ovvvero l’adeguatezza delle risorse, passa anche dal processo di digitalizzazione del Ssn, del quale si  parla da  tantissimi anni: investendo in questa direzione, “si otterrebbero miliardi di risparmi”. Parola di Pierpaolo Sileri (nella foto), nuovo viceministro della Salute, dopo aver presieduto in questa prima parte di legislatura la Commissione Igiene e sanità del Senato.

Un’altra priorità, per il chirurgo eletto a Roma a Palazzo Madama nelle file del M5S, è la “riorganizzazione degli ospedali”: molte struttura, ha osservato il viceministro a margine della conferenza stampa al ministero della Salute  in occasione dell’evento ‘Ascolta il mio cuore’ di Senior Italia, sono decisamente vecchie e superate  “e hanno costi di manutenzione molto alti rispetto a una struttura nuova”.

Per Sileri, inoltre, serve  “una visione olistica per il Ssn, e bisogna mettersi seduti a un tavolino per fare una seria programmazione e mettere più servizi sul territorio, non solo il pronto soccorso”. Una delle prime voci in agenda deve necessariamente essere il Patto per la Salute: “È in cima alla lista e presto sarà chiuso” ha affermato il viceministro, il cui impegno in Parlamento si è fin qui sostanziato in una serie di proposte di legge su temi come la donazione post mortem del corpo a fini di ricerca, l’insegnamento dell’educazione sanitaria nella scuola, la cura dell’endometriosi, l’intramoenia per le professioni sanitarie. Ha inoltre promosso l’istituzione della Giornata nazionale della salute dell’uomo e quella per l’aderenza alla terapia.

In materia di servizio farmaceutico, aveva fatto molto discutere un suo disegno di legge,  annunciato pubblicamente in occasione degli Stati generali della farmacia promossi da Federfarma il 28 febbraio scorso, ma poi non presentato: si proponeva di ribadire la centralità della farmacia come vero e proprio esercizio di prossimità nella dispensazione del farmaco e nell’erogazione di servizi, confermando l’istituto della pianta organica delle farmacie, nonchè  di “ripensare l’attuale esperienza della parafarmacia istituendo la possibilità che alcuni farmaci, definiti in un’apposita lista dall’Aifa, siano venduti sia negli esercizi di vicinato che nella Gdo senza la presenza obbligatoria del farmacista”.

Altri obiettivi dell’iniziativa legislativa dichiarati dallo stesso Sileri quelli di  “valorizzare la professione di farmacista, ampliandone l’attività a tutela del diritto alla salute in contesti peculiari e comunque in ogni contesto in cui vengano dispensati farmaci” e di istituire la figura del farmacista di reparto, “fondamentale negli ospedali, nelle case di cura e nelle Rsa. Luoghi dove il farmacista può rappresentare una garanzia indispensabile”.

La proposta venne accolta da un fuoco di sbarramento di critiche, in particolare dal mondo delle parafarmacie, e – per quanto risulta – non è stata ancora presentata: le ultime tracce risalgono alla fine dello scorso mese di giugno, quando lo stesso Sileri, in un’intervista rilasciata al notiziario di Federfarma in occasione di un convegno sul bullismo, spiegò che il ritardo nella presentazione del ddl era dovuto al fatto che si stavano ancora “apportando migliorie”.

C’è da capire se, nel corso della torrida e lunga estate che è seguita, portando con sè in pieno agosto la caduta del “governo del cambiamento” provocata dal segretario della Lega Matteo Salvini e quindi la nascita di una nuova maggioranza e di un nuovo governo del quale fa parte lo stesso Sileri, quelle migliorie sono poi state davvero apportate  e se quel ddl, finora solo evocato, sarà infine presentato e incardinato in Parlamento.

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