Farmacie on line, giro di vite in Inghilterra sulle “vendite incaute”, sospesi tre esercizi

Farmacie on line, giro di vite in Inghilterra sulle “vendite incaute”, sospesi tre esercizi

Roma, 19 settembre – Il General Pharmaceutical Council inglese (Gphc), l’organismo che vigila sulla corretta condotta professionale dei farmacisti d’Oltre Manica, ha adottato provvedimenti restrittivi nei confronti di tre farmacie online dopo aver verificato che, violando le linee guida dello stesso Gpc  sulla fornitura di farmaci a distanza, hanno posto gravementein pericolo  la sicurezza  dei pazienti con la vendita incauta di medicinali ad alto rischio.

I rilievi del Gphc, formulati a seguito di verifiche e ispezioni, hanno accertato che le tre farmacie fornivano medicinali suscettibili di abuso, uso eccessivo o improprio o con un rischio di dipendenza (come oppiacei, sedativi, lassativi, pregabalin e gabapentin) senza mettere in atto adeguate misure per evitare il rischio di impieghi inappropriati e di abusi.  Secondo quanto riferisce il giornale professionale Chemist&Druggist, i comportamenti sanzionati con il divieto di vendere farmaci fino a quando non avranno attuato le “correzioni” imposte al loro modus operandi dal Gpd,  riguardavano in particolare la mancanza di adeguati controlli sull’identità dei pazienti,

Tra le fattispecie emerse dalle verifiche di Gpc, la vendita da parte di una farmacia di Stevenage di medicinali veterinari con obbligo di ricetta in Paesi d’oltremare, prescritti da un professionista non iscritto al Royal College of Veterinary Surgeons, il corrispettivo del nostro Ordine dei veterinari. La vendita, spiega il Gphc,  è stata sospesa fino a quando la farmacia non dimostrerà  che esistono sistemi adeguati per gestire i rischi per la sicurezza dei pazienti.
Le tre farmacie online colpite dalle misure restrittive dovranno ora soddisfare determinate condizioni prima di riprendere i loro servizi di dispensazione completi, incluse la prova che il personale della farmacia sia adeguatamente qualificato e comprenda le proprie responsabilitàla e la verifica che siano posti in essere adeguati controlli di identità dei pazienti. Tra i comportamenti sanzionati, infatti, c’erano anche gravi carenze in materia di verifica sugli acquirenti dei farmaci dall’altra parte dello schermo:  “Quando si prescrivono e si forniscono medicinali ad alto rischio come gli oppioidi, non è accettabile affidarsi esclusivamente alle informazioni fornite dal paziente tramite un questionario online” ha ammonito al riguardo l’amministratore delegato della Gphc Duncan Rudkin (nella foto).

Il Gphc ha in ogni caso disposto un giro di vite sul rispetto delle regole professionali e deontologiche, chiedendo a tutti i proprietari di farmacie online di dimostrare di soddisfare le linee guida impartite dall’organismo regolatore, che – ha aggiunto Rudkin – sta lavorando (anche con altre organizzazioni coinvolte nella regolamentazione dei servizi di assistenza primaria online)  per migliorare la qualità dell’assistenza per i pazienti online in Gran Bretagna.

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