Prescrizione del farmacista, in arrivo corso di alta formazione dell’Ordine di Roma

Prescrizione del farmacista, in arrivo corso di alta formazione dell’Ordine di Roma

Roma, 19 settembre  –  Lo schema è vecchio di secoli, risale all’imperatore Federico II e si è andato precisando e consolidando nel tempo, fino a diventare un assioma con il progresso delle terapie farmacologiche: il medico prescrive il rimedio, il farmacista lo dispensa in conformità e nel pieno rispetto delle indicazioni della ricetta. Uno schema recepito dai sistemi legislativi di tutti gli stati avanzati, con la conseguenza di considerare illecito ogni comportamento difforme, per una serie  di ragioni facilmente comprensibili.

I tempi, però, producono cambiamenti capaci di mettere in discussione anche gli assiomi, e la straordinaria evoluzione-rivoluzione economica, culturale, sanitaria e demografica che ha portato le società avanzate ad aspettative di vita ormai superiori agli 80 anni e all’esplosione delle cronicità, con inevitabili conseguenze in termini di risposte assistenziali e di accesso alle terapie, ha finito per far considerare in alcuni Paesi la possibilità – sia pure in situazioni e condizioni codificate – di far uscire la prescrizione dal recinto stretto  delle prerogative mediche, consentendola anche ad altre figure professionali, prima tra tutte il farmacista.

Accade ad esempio nel Regno Unito, dove lo stesso National health service ha assunto 1500 farmacisti  per affiancarli ai general practitioners,  i medici di base, nei loro studi, al fine di assisterli nelle attive prescrittive e dove esiste da anni la cosiddetta emergency prescription, che consente al farmacista –  se la persona che ha di fronte è un paziente della farmacia ed esiste uno storico che documenta l’utilizzo di una certa terapia – di erogare sotto la sua responsabilità una terapia di tre giorni, entro i quali il cliente deve portare la nuova prescrizione.

Ma accade anche in Francia, dove la Loi Santé approvata nel pieno di questa estate – oltre ad approvare una disposizione che consente alle farmacie di ovviare a carenze e indisponibilità, autorizzando il farmacista a sostituire con un altro farmaco dalle stesse indicazioni, un medicinale irreperibile, se contemplato nella Lista dei medicinali di maggiore rilevanza terapeutica (Mitm, médicament d’intérêt thérapeutique majeur), nel rispetto delle indicazioni formulate dall’Agence national de securitè du medicament, l’Aifa francese – ha precisato e definito il ruolo del pharmacien correspondant, figura istituita da un decreto legge del 2011, affidandogli nuove e più larghe competenze nei trattamenti nei pazienti cronici.

In buona sostanza, il farmacista designato come corrispondente dal paziente può, su richiesta del medico o con il suo consenso, rinnovare periodicamente il trattamento farmacologico, adeguare, se necessario, la sua posologia in considerazione del bilancio delle terapie somministrate,  nel rispetto di linee guida definite dal protocollo (la durata totale della prescrizione e dei rinnovi non può superare i dodici mesi). La prescrizione medica stabilita nel contesto del protocollo specifica le dosi minime e massime, la durata totale del trattamento inclusi i rinnovi nonché l’eventuale natura dei servizi da combinare in base al prodotto prescritto. 

Anche in Svizzera, per continuare con gli esempi, dall’entrata in vigore a inizio 2019 delle revisioni della legge sugli agenti terapeutici e dell’ordinanza sui medicamenti, i farmacisti possono, a certe condizioni, dispensare direttamente sia alcuni medicamenti soggetti a prescrizione medica, in particolare quelli destinati al trattamento di malattie frequenti e che contengono principi attivi verificati e omologati da numerosi anni, individuati, autorizzati e inseriti in un apposito elenco dalle competenti autorità, sia i farmaci che permettono al paziente di proseguire una terapia permanente (vale in particolare per il trattamento delle malattie croniche),  che possono altresì essere dispensati dai farmacisti senza prescrizione durante un anno dopo la prima prescrizione medica.

E in Italia? Siamo ancora lontani dagli esempi appena raccontati, ma anche a casa nostra l’assioma “medico prescrittore-farmacista dispensatore” è già stato incrinato più di dieci anni fa, con il decreto del ministero della Salute del 31 marzo 2008, che permette al farmacista di “prescrivere”  e consegnare in caso di urgenza farmaci in assenza di ricetta medica. Il provvedimento  stabilisce le condizioni che consentono al farmacista, in caso di estrema necessità e urgenza, di consegnare al paziente in terapia che ne faccia richiesta, affetto da patologia cronica, un medicinale soggetto a prescrizione medica ripetibile o non ripetibile anche  in assenza della ricetta del medico. Lo stesso decreto esplicita che la condizione essenziale per la consegna, proprio a  tutela della salute del paziente, è la conoscenza da parte del farmacista dello stato di salute del soggetto, acquisita o attraverso i dati della farmacia (altre ricette per farmaci similari) o forniti dal cliente (dimissioni ospedaliere, ricette scadute da non più di trenta giorni, documentazioni che attestano la patologia cronica) o direttamente (conoscenza dello stato di salute o del trattamento). Lo stesso decreto specifica i limiti e le eccezioni alla dispensazione, limiti relativi ai medicinali stupefacenti, che restano comunque non erogabili, ed eccezioni per medicinali iniettabili quali insulina e antibiotici monodose.

Si tratta dunque di una procedura del tutto eccezionale e soggetta a una griglia di condizioni,  ma che – come osserva il vicepresidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma Giuseppe Guaglianone (nella foto) – consente al farmacista (sempre nell’alveo di una stretta collaborazione con il medico)  “di compiere un vero e proprio atto clinico, in quanto viene rimandata allo stesso la responsabilità professionale sull’individuazione delle condizioni necessarie alla continuità terapeutica, tra le quali la conoscenza diretta dello stato di salute del paziente“.

Il tema della “prescrizione” del farmacista, insomma, ha ormai fatto irruzione nell’esercizio quotidiano della professione, rendendo necessario, più ancora che  opportuno, occuparsene in profondità attraverso momenti di aggiornamento e di formazione specifici, al fine di consentire ai farmacisti di approfondire adeguatamente la materia, anche alla luce dei suoi delicati risvolti in termini di responsabilità e di potenziali conseguenze sul piano legale.

Da qui la decisione dell’Ordine di Roma di organizzare, in stretta collaborazione con l’Università Sapienza e la  Fondazione Noopolis, un corso di alta formazione, che partirà il prossimo anno, dedicato appunto al tema “Continuità terapeutica in caso di urgenza e nella cronicità: il ruolo del farmacista”.

L’organizzazione dell’evento formativo è stata anticipata dallo stesso  Guaglianone in occasione della prima lezione della sessione autunnale del corso Ecm dell’Ordine di Roma, tenutasi qualche giorno fa a Velletri, dedicata proprio alla riproposizione e illustrazione dei contenuti del  decreto ministeriale del 2008 Consegna da parte del farmacista, in caso di urgenza, di medicinali con obbligo di prescrizione medica in assenza di presentazione della ricetta, integrata da una  lezione sulle responsabilità professionali del farmacista tenuta dall’avvocato Stefano Lucidi.

Il corso, ha spiegato Guaglianone,  “sarà costituito da 60 ore di lezioni frontali effettuate da docenti universitari e da professionisti del settore farmaceutico e avrà l’obiettivo di fornire un valore aggiunto di conoscenze sul piano teorico e applicativo che consenta al farmacista di agire con maggior preparazione e di affermare e rafforzare il suo ruolo di professionista sanitario”,

Ulteriori informazioni sull’iniziativa saranno rese note sui siti dell’Ordine di Roma e dell’Università Sapienza (e ovviamente su RIFday) non appena, esaurite le procedure necessarie in ambito universitario, l’architettura del corso di alta formazione sarà stata definita nei suoi contenuti ed elementi essenziali, anche ai fini della partecipazione all’evento formativo.

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