Vaccini, Sileri: ‘Via a ddl su obbligo flessibile’. Speranza: ‘No, si parte dalla scienza’

Vaccini, Sileri: ‘Via a ddl su obbligo flessibile’. Speranza: ‘No, si parte dalla scienza’

Roma, 19 settembre -Rimasto congelato in Commissione Sanità del Senato anche per effetto della crisi di governo, il provvedimento volto a introdurre il cosiddetto “obbligo flessibile” in materia di profilassi vaccinale torna a far discutere a un anno di distanza (fu presentato nell’agosto del 2018), in concomitanza con l’apertura delle scuole e le polemiche e le proteste registratesi in molte Regioni italiane per la mancata ammissione dei bambini non in regola con le previsioni della Legge Lorenzin.

A riaprire la questione è stato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che – a margine della conferenza stampa sull’epatite C promossa ieri a Roma da Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) e Società italiana di malattie infettive e tropicali(Simit) – ha dichiarato appunto all’agenzia Dire, che il ddl sul controverso “obbligo flessibile”,  da modulare in base ai dati epidemiologici, sarà portato a termine “non appena riprenderanno i lavori della Commissione”.

In pratica, il provvedimento si propone di sostituire l’obbligo di vaccinazione “senza se e senza ma” previsto dalla Legge Lorenzin per per l’iscrizione scolastica in un vincolo da applicare soltanto in caso di emergenze sanitarie o di significativi scostamenti dagli obiettivi di copertura vaccinale indispensabili per garantire la cosiddetta immunità di gregge. Un’impostazione che ha suscitato una vera sollevazione all’interno del mondo medico-scientifico, che – con un’efficace metafora – ha osservato che introdurre l’ossimorico “obbligo flessibile”sarebbe come introdurre l’obbligo di cinture di sicurezza dopo aver fatto l’incidente.
Sileri –  che evidentemente sul pollice verso della comunità scientifica è disposto a passare sopra, pur facendone parte in quanto medico – riapre dunque un conflitto che la precedente ministra della Salute Giulia Grillo aveva cercato in tutti i modi di disinnescare o almeno di silenziare, attirandosi critiche feroci dal parte dei no vax, che nel M5S erano convinti di aver trovato sostegno e supporto alle loro tesi e posizioni.

Alla sortita del suo viceministro ha subito messo un paletto il titolare del dicastero Roberto Speranza (nella foto) con una dichiarazione resa a margine dei lavori della Festa di Articolo 1 in corso a Roma alla Città dell’altra economia, negli spazi dell’ex mattatoio: “Quando si ha a che fare con questioni che hanno al centro la salute delle persone e in particolare dei nostri figli si abbassano le bandierine dei partiti e della politica e si parte dalla scienza” ha detto il ministro. “Per me la scienza è la questione fondamentale, questa per me è e sarà sempre la regola da seguire”.

Singolare che ad affermare la primazia scientifica in materia di salute sia un ministro  laureato in Scienze politiche, e che lo faccia per chiarire il perimetro nel quale muoversi a un viceministro che, pur laureato in Medicina, di quella primazia dimostra evidentemente di non essere convinto. Se il buongiorno si vede dal mattino, facile prevedere che quella tra Speranza e Sileri non sarà una convivenza delle più facili.

Intanto, a proposito della Festa nazionale di Articolo 1, oggi alle 18 è in calendario l’incontro con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che – introdotto da Loredana De Petris e Federico Fornaro – interverrà sul tema Le sfide per un governo di svolta. 

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