Resistenza microbica, appello degli infettivologi: “Urgente la prevenzione a scuola”

Resistenza microbica, appello degli infettivologi: “Urgente la prevenzione a scuola”

Roma, 23 settembre – L’Italia continua a rimanere uno dei Paesi maggiormente più colpiti dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza, come attesta l’infezione microbica da New Delhi Metallo beta-lactamase (Ndm) registrata in Toscana, che in poco meno di un anno ha causato  ben 32 decessi. Non è la prima volta che il nuovo ceppo di batteri intestinali (Escherichia Coli e Klebsiella) resistenti agli antibiotici è isolato in Italia, ma è la prima volta che si sono verificati tanti casi in così poco tempo.

Più di 10 mila decessi all’anno, nel nostro Paese, sono correlati a infezioni batteriche che non sono trattabili con i comuni antibiotici. Una situazione allarmante, che è stata al centro dei lavori del 10° congresso nazionale della Sita, la Società italiana di Terapia antinfettiva, svoltosi il 19 e 20 settembre a Napoli. Dall’importante assise scientifica, che ha chiamato a raccolta nel capoluogo partenopeo la comunità degli infettivologi italiani, è scaturito l’ennesimo appello a incentivare la ricerca per lo sviluppo di antibiotici innovativi, ma anche quello di aumentare gli sforzi per prevenire il fenomeno,  portando nelle scuole strategie educative di buona prassi igienica.

Tutti noi infettivologi lanciamo un appello accorato: adesso che l’educazione civica entra di nuovo nelle scuole, va usata anche per la salute” ha detto al riguardo Matteo Bassetti, nominato all’unanimità uovo presidente della società scientifica. “È necessario tornare ad insegnare le buone regole dell’igiene, che sono il primo baluardo per arginare la diffusione di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e del buon uso degli antibiotici. Il secondo appello è rivolto ai governi e alle istituzioni perché trovino soluzioni per premiare le aziende farmaceutiche che investono in ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici. Oggi assistiamo alla ‘globalizzazione’ dei batteri resistenti: questi microrganismi si spostano con le persone colonizzate e con i pazienti. Abbiamo estremo bisogno di antibiotici innovativi“.

A proposito dell’emergenza toscana, nel congresso è stato evidenziato come ceppi mutati di E. Coli o di Klebsiella esprimano un meccanismo di resistenza chiamato appunto New Delhi Metallo beta-lactamase (in acronimo Ndm), descritto per la prima volta a Nuova Delhi ormai 10 anni fa. Dall’India si è poi diffuso prima nel Regno Unito e adesso da alcuni anni è descritto come ubiquitario. Quello che viene definito super-batterio, dunque, è in realtà un enzima che viene prodotto da alcuni batteri normalmente presenti nella flora intestinale, la cui pericolosità risiede nel suo meccanismo di antibiotico-resistenza, che scatena una reazione virulenta che comincia ad infettare l’organismo. L’Ndm inattiva gli antibiotici (putroppo anche quelli di più recente arrivo sul mercato) e ciò rende molto complicato il trattamento dei pazienti che hanno contratto l’infezione.

Gli infettivologi riuniti a Napoli, però, insieme alle preoccupazioni diffondono anche speranze: la pipeline dei nuovi farmaci in fase di ricerca è ricca e promettente, e da da qui a cinque anni potrebbero arrivarenuovi inibitori delle carbapenemasi e nuovi antibiotici in grado di contrastare l’enzima Ndm e altri meccanismi simili.

Per gli infettivologi, però, restano stringenti le misure da attuare nei nosocomi e nelle case di cura. Il vero fronte su cui intervenire, in ogni caso, è quello della prevenzione: è vitale  insegnare alla popolazione la buona prassi dell’igiene, a cominciare dalle scuole primarie con l’educazione civica in ambito sanitario. Gli specialisti riuniti a Napoli hanno ricordato le regole d’oro da imparare a memoria e praticare e rispettare alla lettera: lavaggio frequente e accurato delle mani durante la giornata; mettere la mano o un fazzoletto davanti alla bocca quando si starnuta; stare rigorosamente a casa se colpiti da ’nfluenza; usare gli antibiotici solo dietro prescrizione del medico di famiglia e non assumerli per il raffreddore o la comune influenza; usare gli antibiotici rispettando i dosaggi e i tempi prescritti dal medico di famiglia; completare sempre il ciclo di trattamento anche se ci si sente meglio.

Nel corso del Congresso, la Sita ha provveduto a ridefinire il suo vertice, a seguito del passo indietro di  Claudio Viscoli, che  per sua scelta ha lasciato la presidenza, sia pure accettando di restare nella societù come presidente onorario. A subentrargli, come già accennato, è Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine che, al momento dell nomina, ha voluto ricordare il grande lavoro e i meriti di chi la ha preceduto: “Se Sita esiste e oggi conta più di 600 soci in tutta Italia, il merito del professor Viscoli, che ringrazio con affetto. Continuerò nel solco da lui tracciato” ha detto Bassetti, esprimendo l’auspicio di “poter intraprendere nuovi percorsi, ritagliando sempre uno spazio ai progressi scientifici e lavorando per informare la popolazione, che è il nostro target più importante” .                                     ».

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