Patto Salute 1 –  Nella nuova bozza spazio alla farmacia dei servizi

Patto Salute 1 – Nella nuova bozza spazio alla farmacia dei servizi

Roma, 27 settembre – “Nell’ambito delle attività per il miglioramento della qualità dei servizi sul territorio, si intende proseguire il percorso di qualificazione del ruolo della Farmacia dei Servizi, che, inserita nelle reti territoriali, soprattutto attraverso la realizzazione di quanto previsto dalla lettera a) del comma 1, art. 2, D.Lgs. 153/2009, partecipi alla gestione di problematiche relative alla salute della persona, ai processi di presa in carico e non solo alla dispensazione del farmaco. L’impegno è quello di una valutazione della sperimentazione in corso e una coerente revisione del rapporto convenzionale per una sua applicazione nelle singole realtà regionali”.

Per la professione farmaceutica, è questo il passaggio  più significativo tra quelli contenuti nella bozza del nuovo Patto per la Salute 2019-2021 che il ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni.  Una sorta di road map in quindici schede (messe a punto dalla Direzione Programmazione del dicastero guidata da Andrea Urbani) che prova a far ripartire la macchina di un accordo fondamentale anche ai fini dell’accesso agli incrementi del Fsn previsti dalla Legge di bilancio. Accordo che avrebbe dovuto essere sottoscritto entro la fine dello scorso mese di marzo e che invece prima è rimasto impantanto nelle trattative tra ministero e Regioni e poi ha ovviamente risentito delle vicissitudini politiche estive che hanno portato alla caduta del “governo del cambiamento” e alla nascita del nuovo esecutivo  sostenuto da una maggioranza M5S-Pd.

Con la nuova bozza fatta pervenire agli assessori regionali alla Sanità, il nuovo ministro Roberto Speranza dà prova di voler subito riprendere e concludere il dossier, guardando agli obiettivi che gli stanno più a cuore, annunciati fin dal suo insediamento al dicastero: lotta alle disuguaglianze, riduzione degli squilibri tra i servizi sanitari regionali,  abbandono della logica dei ticket, misurabilità dei risultati, migliore allocazione delle risorse.
Un’impostazione e un impegno che hanno subito incontrato l’apprezzamento della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, ovviamente soddisfatta – in particolare – per l’annunciato impegno a favore della farmacia dei servizi, esplicitato nella scheda n. 8 della bozza de Piano nel passaggio riportato nell’incipit di questo articolo.

“Nelle proposte del Ministero per il Patto per la Salute 2019-2021 bisogna riconoscere l’impegno per ridurre le diseguaglianze nei livelli assistenziali tra una Regione e l’altra, il tentativo di invertire la tendenza per quanto riguarda il finanziamento del Fondo sanitario, e l’impegno a risolvere questioni ormai non più ritardabili, come la carenza di medici specialisti e altri professionisti del Ssn attraverso una maggiore flessibilità nelle assunzioni” commenta il presidente Fofi Andrea Mandelli.  Che ritiene altrettanto positiva la linea di riduzione dei ticket a carico dei cittadini: “La spesa privata in Italia è molto alta e continua a crescere; un intervento è indispensabile” spiega il presidente della federazione professionale, che poi commenta con particolare favore il passaggio riservato alla farmacia dei servizi.

“Come farmacisti non possiamo che concordare sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, nel quale si fa esplicito riferimento alla farmacia dei servizi, di cui si sta avviando proprio ora la sperimentazione in nove Regioni” scrive Mandelli. “Siamo certi che verrà dimostrata la sua enorme potenzialità come presidio sanitario polifunzionale, capace di contribuire sia alla presa in carico del paziente sul territorio sia alla politica di prevenzione, che è un altro degli elementi portanti del Patto per la Salute. E questo grazie alla professionalità del farmacista e al suo stretto rapporto con il paziente e con la comunità in cui opera quotidianamente”.
“Nel testo si cita anche l’attuazione di una nuova governance della farmaceutica” conclude Mandelli (facendo riferimento al contenuto della scheda n. 6, NdR)  “e auspichiamo che si adottino misure tali da dare stabilità, anche economica, a tutto il comparto, che a oggi rappresenta una delle eccellenze del sistema salute italiano”.

Tra le misure contenute nella nuova bozza di Patto elaborata e proposta  dal ministero sono previsti anche un piano di contrasto alla mobilità sanitaria passiva (scheda n. 4), più risorse per l’edilizia sanitaria (scheda n. 7), la riforma degli enti vigilati del ministero (Aifa, Iss e Agenas, scheda n. 5)  e la revisione dei fondi sanitari integrativi “in chiave complementare e sistemica con il Servizio sanitario nazionale” (scheda n. 9).

Fondamentali, infine, le indicazioni per uscire dall’emergenza legata alle carenze di personale medico e infermieristico (scheda n. 3), che prevedono una maggiore flessibilità dei limiti di spesa per le assunzioni, sistemi premiali  per il lavoro disagiato, la revisione del sistema di formazione dei medici specialisti e del corso di formazione in medicina generale e la valorizzazione delle competenze delle altre professioni sanitarie, a partire dagli infermieri.

 

Bozza nuovo Patto per la Salute 2019-2021

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi