Sindacati Farmacap: “Sciopero riuscito, ma la mobilitazione continua”

Sindacati Farmacap: “Sciopero riuscito, ma la mobilitazione continua”

Roma, 30 settembre –  Uno sciopero, quello dello scorso 27 settembre, con un’alta adesione dei lavoratori, confermata dalla buona partecipazione alla manifestazione tenutasi in Campidoglio, nonostante la città paralizzata dalle manifestazioni dei giovani per il Friday for Future: una nota dei sindacati dei lavoratori di Farmacap esprime soddisfazione per i risultati ottenuti delle azioni poste in essere venerdì scorso,  che – affermano le sigle dei dipendenti dell’Azienda speciale capitolina – “dimostrano che la grande maggioranza delle/i lavoratrici/ori ha piena consapevolezza della situazione in atto e tutta la volontà di fermare il declino crescente dell’azienda”.
Alle iniziative di piazza sono intervenuti, manifestando la loro solidarietà, i consiglieri capitoli di opposizione Valeria Baglio (Pd) e Stefano Fassina (Sinistra per Roma), che – consapevoli della precaria e pericolosa  situazione aziendale – hanno assicurato il loro impegno per chiedere subito un Consiglio comunale straordinario su Farmacap, anche allo scopo di chiedere conto del colpevole ritardo dimostrato dalla Giunta nel dare seguito alla mozione approvata in Consiglio comunale il 7 maggio scorso, con il voto unanime di maggioranza e opposizione, con la quale veniva richiesto il rilancio dell’azienda speciale pubblica delle farmacie comunali.
Assenti invece i consiglieri della maggioranza pentastellata: “Ne avremmo gradito la presenza” scrivono i sindacati “anziché una solidarietà a distanza, per meglio comprendere quali siano i dubbi e le resistenze che ostacolano la risoluzione della nostra vertenza (commissario dimissionario da 8 mesi; 2 direttori generali provvisori consecutivi, bilanci senza approvazione)”.
Nel corso del presidio in Campidoglio, rimasta senza esito la richiesta di incontrare la sindaca Virginia Raggi, una delegazione sindacale  è stata ricevuta dal direttore generale di Roma Capitale, Franco Giampaoletti (nella foto).  Dal colloquio, secondo quanto riferiscono i sindacati, sarebbe emerso che, pur avendo inviato richieste di informazione sullo stato dell’azienda al commissario straordinario dimissionario, Giampaoletti non le ha ricevute. Il direttore generale ha quindi liquidato le voci relative a prossimi cambiamenti dello statuto dell’azienda speciale, affermando di non esserne a conoscenza. Il dg capitolino avrebbe anche affermato, sempre secondo quanto riferiscono i sindacati, di non conoscere l’iter da seguire “nel caso si manifestasse incapacità da parte dell’Azienda al pagamento degli stipendi”.  Anche al fine di approfondire la questione, Giampaoletti  si è però  impegnato a un nuovo incontro con le sigle sindacali nel corso della prossima settimana.
La nota dei sindacati si conclude passando ancora una volta in rassegna le condizoini di difficoltà nelle quali opera il personale Farmacap, dovute  a carenze di organico alle quali non si mette riparo, che producono carichi di lavoro e mansioni sempre più gravose, “in particolare dopo l’avvio delle convenzioni per i test dello screening colon retto, rispetto al quale” precisa il comunicato “senza vergogn al’azienda richiede al personale farmacista perfino le attività di pulizia. Rivendicheremo un’apposita indennità, perché il lavoro in più va pagato!” scrivono ancora i sindacati, con un riferimento alla precedenti inadempienze “rispetto al pagamento degli arretrati dei buoni pasto e all’attivazione dell’assistenza sanitaria integrativa prevista dal Ccnl. Un’azienda che non riconosce nemmeno l’indennità camici a farmaciste/i, obbligate/i a portarli in servizio come abiti da lavoro”.
Ma si tratta di rivendicazioni che, riconosce lo stesso sindacato, “con questa dirigenza e nello stato in cui l’azienda stessa versa, rimangono un miraggio”.
Sintomi in ogni caso di una situazione di grandissima difficoltà e di  malessere profondo che lascia del tutto impregiudicata la necessità di non lasciare morire Farmacap e per questo “il percorso di mobilitazione, con il coinvolgimento dell’utenza e della cittadinanza, non può che continuare”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi