Caso Firenze, Sinasfa rilancia sondaggio sui rischi del mancato rispetto della ricetta

Caso Firenze, Sinasfa rilancia sondaggio sui rischi del mancato rispetto della ricetta

Roma, 1 ottobre – Il giovane farmacista indagato a Firenze per omicidio colposo per aver venduto il farmaco a base di ossicodone cloridrato (potente analgesico a base di oppiacei) che, assunto insieme ad alcol, avrebbe provocato la morte di due giovani turisti belgi, ha riportato al centro del dibattito di categoria uno dei capisaldi delle regole professionali del farmacista, il rispetto dell’obbligo della ricetta.

Dopo l’immediato monito del presidente della Fofi Andrea Mandelli, sul tema si è intervenuto anche Francesco Imperadrice (nella foto), presidente di Sinasfa, il sindacato nazionale dei farmacisti non titolari.

“Come vedete le conseguenze di un atto illegale, quale cedere un farmaco senza ricetta, possono essere tragiche e imprevedibili” scrive Imperadrice  sull’account Facebook del sindacato, ricordando che sui pericoli del mancato rispetto dell’obbligo di ricetta  Sinasfa aveva lanciato un apposito sondaggio, “Sai cosa rischi?, esattamente due anni fa.

La rilevazione era stata lanciata proprio allo scopo di verificare il grado di consapevolezza dei farmacisti in ordine a un atto professionale, la dispensazione del farmaco sottoposto a obbligo di ricetta, che non può mai essere preso sottogamba e, allo stesso tempo, voleva anche essere una forma di sensibilizzazione sul problema. Al sondaggio hanno risposto 1000 farmacisti, ma la tragica vicenda fiorentina ha suggerito di rilanciare l’inziativa: “Vi invito a rispondere e a diffonderlo” è l’esortazione finale di Imperadrice, che sarebbe sicuramente opportuno raccogliere.

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