Mandelli sulla tragedia di Firenze: “Massimo rigore nel rispetto dell’obbligo di ricetta”

Mandelli sulla tragedia di Firenze: “Massimo rigore nel rispetto dell’obbligo di ricetta”

Roma, 1 ottobre  – “Il tragico episodio di Firenze non può lasciare indifferenti. Nel nostro Paese non si conoscono fenomeni di abuso di medicinali analgesici oppioidi analoghi a quelli che si registrano in altre realtà, tuttavia occorre tenere alta la guardia. Per questo va applicata con il massimo rigore la normativa vigente che impone la presenza di una prescrizione medica per la dispensazione di tutti questi farmaci: per alcuni la ricetta speciale per gli stupefacenti e per altri quella del Ssn o quella “bianca” non ripetibile”.

Questo il commento del presidente della Fofi, Andrea Mandelli (nella foto) sulla drammatica vicenda dei due giovani fratelli belgi morti domenica scorsa in un hotel di Firenze a seguito dell’assunzione di un micidiale cocktail di alcol e farmaci oppioidi. Proprio quei farmaci  hanno portato a indagare il giovane farmacista fiorentino (laureato da poco, secondo quanto riferiscono le cronache) che, cedendo alle insistenze di uno dei due fratelli, ha venduto i potenti analgesici a base di ossicodone senza ricetta.

“Attualmente è in corso un’indagine giudiziaria che accerterà se vi sono responsabilità da parte di un farmacista e quali” spiega Mandelli. “Quando i fatti saranno accertati, come di prassi, sarà l’Ordine provinciale di Firenze ad assumere le iniziative disciplinari necessarie”.

“Da parte nostra” sottolinea il presidente della Federazione professionale “non possiamo che ribadire l’obbligo, deontologico oltre che legale, di non consegnare senza ricetta nessun farmaco che la richieda, come peraltro fanno ogni giorno gli oltre sessantamila farmacisti che operano nelle ventimila farmacie italiane”.

Per questo motivo, conclude Mandelli  “se dovessero emergere responsabilità a carico di farmacisti si agirà con la massima tempestività e fermezza“.

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