Remunerazione, comunicato alla parte pubblica l’invio imminente di una proposta

Remunerazione, comunicato alla parte pubblica l’invio imminente di una proposta

Roma, 2 ottobre – “Proposta di nuova remunerazione, la mando o non la mando?”. Il dilemma che ha occupato i vertici di Federfarma nei giorni scorsi e del quale il nostro giornale ha dato conto ieri riferendo della decisione di rinviare la trasmissione del documento a dopo l’assemblea del prossimo 8 ottobre (questo, almeno, risultava dalle notizie in possesso di RIFday al momento di scrivere), è stato in realtà risolto con una sorta di soluzione di compromesso.

È vero infatti che il documento con la proposta di nuovo modello retributivo elaborato da Federfarma è rimasto nel cassetto, dal quale uscirà solo dopo l’assemblea nazionale di martedì prossimo (magari anche con qualche aggiustamento rispetto ai contenuti già anticipati  il 30 settembre dal nostro giornale), ma il sindacato dei titolari ha comunque voluto comunicare alla controparte pubblica di avere predisposto, d’intesa con Assofarm e Fofi, un nuovo schema di remunerazione esclusivamente riferito ai farmaci dispensati in regime di convenzione Ssn nelle farmacie di comunità.

Per farlo, ha inviato agli interlocutori pubblici una sorta di  sintetico habemus rogationem nostram, privo di cifre e tabelle ma sufficiente a illustrare metodo e struttura del nuovo modello e a rappresentare un dato di fatto: l’esistenza di un documento di filiera sul quale ragionare e confrontarsi.

“In questo modo”  ha spiegato Cossolo alla newsletter F Press nel pomeriggio di ieri “possiamo presentare la nostra proposta all’assemblea generale di Federfarma prima che venga ufficializzata a Governo e Regioni, cosa che ci consentirà nel caso eventuali limature e aggiustamenti”. 

“Abbiamo optato per questa soluzione”  ha detto ancora il presidente dei titolari al giornale della Fondazione Muralti “perché riteniamo che sia meglio evitare di scoprire anticipatamente le nostre carte: meglio spiegare di persona i motivi che stanno dietro a cifre e percentuali della nostra proposta, piuttosto che lasciare ai tecnici della controparte la facoltà di trarre deduzioni e arrivare magari a bocciature affrettate“.

Quelle carte, in realtà, erano già state scoperte, essendo state rappresentate nell’ultimo incontro del Consiglio delle Regioni del 18 settembre scorso e  poi prtate a conoscenza dei lettori da RIFday lo scorso 30 settembre (data in cui, queste erano le assicurazioni dei vertici del sindacato, la proposta sarebbe stata ufficialmente inviata alla parte publica). Per quanto note, è il caso di sintetizzarle ancora una volta: il modello retributivo messo a punto da Federfarma è quello di un sistema misto da applicare ai soli farmaci della convenzionata. Sono previste una quota marginale (pari al 7% del prezzo al pubblico) e una quota fissa a confezione, che in realtà proprio fissa non è, essendo correlata al prezzo del farmaco: il fee per ogni singola dispensazione riconosciuto al farmacista è di 0,50 euro per i farmaci con prezzo fino a 4 euro, 1,70 euro per quelli da 4 a 11 euro e 2,60 per quelli di prezzo superiore agli 11 euro. A “integrare” la retribuzione intervengono poi 0,10 euro di quota premiale per i soli farmaci non soggetti a sconto Ssn (generici e originator con prezzo pari a quello di riferimento) e le quote aggiuntive (0,40 e 0,50 euro) applicabili soltanto alle farmacie agevolate per legge.

Un impianto, quello appena descritto, raggiunto dopo un lungo e complicato lavoro condotto anche sulla base degli scenari scaturiti dalle previsioni di medio/lungo periodo di Iqvia sul prevedibile sviluppo della reddittività delle farmacie (e della distribuzione intermedia) nell’arco di tempo 2018-2024. Scenari, va detto, estremamente sconfortanti, con la previsione di un’ulteriore, drammatica riduzione della spesa lorda convenzionata di 213 milioni di euro e inevitabili effetti negativi gravi per le farmacie di tutte le Regioni, nessuna esclusa.

Improbabile, dunque, che il risultato del lavoro approfondito e attento condotto negli ultimi mesi, svolto considerando anche i contributi delle diverse articolazioni territoriali del sindacato, possa essere messo in discussione in modo significativo in questi ultimi giorni, anche se Cossolo, al riguardo, ha lasciato intendere che qualche novità non può essere esclusa: “Le cifre vere le riferirò soltanto all’assembla dell’8 ottobre” ha infatti dichiarato il presidente del sindacato nazionale a F Press.

Ma – torniamo a dirlo – l’impianto non dovrebbe discostarsi troppo da quello illustrato in Consiglio delle Regioni e anticipato da RIFday: a confermarlo, del resto, è la stessa Federfarma, nella lettera a firma del segretario Roberto Tobia inviata ieri a Federfarma Lombardia in risposta alla diffida con la quale il sindacato presieduto da Annarosa Racca aveva intimato al sindacato nazionale di non inviare alla parte pubblica “proposte modificative dell’attuale sistema remunerativo della farmaceutica convenzionata non  avvallate dall’Assemblea di Federfarma”.

“La proposta illustrata in Consiglio delle Regioni che la scrivente intende presentare in prima istanza al Tavolo ministeriale, mira a ottenere maggiori risorsi per il sistema, a motivo dell’attuale insotenibilità complessiva della rete delle farmacie e di un futturo tutt’altro che roseo” scrive infatti Tobia, confermando e di fatto certificando che la proposta in ballo è proprio quella anticipata in questi giorni.

In ogni caso, all’assemblea dell’8 ottobre manca ormai meno di una settimana: non resta dunque molto da attendere per sapere se ci sarano novità, e quali.

Sempre riguardo alla risposta di Tobia a Federfarma Lombardia, spicca il passaggio in cui il segretario nazionale del sindacato sgombra il campo da ogni eventuale rilievo sulla legittimità (in termini statutari) dell’operato del Consiglio di presidenza Federfarma nella vicenda remunerazione: “È bene precisare che, a norma del vigente Statuto, rientra nelle competenze del consiglio di presidenza la stipulazione di accordi” scrive Tobia “mentre all’Assemblea spetta il compito di approvarli. Ed è esattamente nel perimetro di tali competenze che questo Consiglio di presidenza sta operando”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi