Mnlf: “FarmacistaPiù, con Fnpi diremo le cose che non vogliono sentirsi dire”

Mnlf: “FarmacistaPiù, con Fnpi diremo le cose che non vogliono sentirsi dire”

Roma, 3 ottobre – “Una manifestazione scivolata nella china dell’autoreferenzialità, dove le voci dissonanti sono isolate e poste nelle condizioni di non essere ascoltate”.
È il duro giudizio, contenuto in una nota diffusa ieri, che il Movimento nazionale liberi farmacisti esprime su FarmacistaPiù, la due giorni professionale organizzata da Fofi, Fondazione Cannavò e Utifar, con la collaborazione di Federfarma, che domani aprirà la sua sesta edizione a Milano, nelle strutture del Mico, il Milano Convention Centre.
Una valutazione severa, soprattutto ove si consideri che la sigla presieduta da Vincenzo Devito (nella foto) trova spazio nel programma della manifestazione professionale. Ma è proprio il programma a essere sotto accusa: “Una sola occhiata è sufficiente per comprendere in maniera esaustiva che non solo non ci sarà confronto aperto sui temi più importanti della categoria, ma chi non accetta di fare parte del coro viene relegato in orari e giorni di secondo e terzo piano” si legge nella nota dei liberi farmacisti, che si spinge a definire tutta la costruzione del progetto, a partire dalle nomine al comitato scientifico,  “frutto di un narcisismo pericoloso e inconcludente”.
Ciò nonostante, Mnlf (insieme alla collegata Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane) non rinuncia, pur in condizioni fortemente penalizzate, a dire la propria, a dar voce alla maggioranza dei farmacisti italiani ormai stanchi dei giochetti di palazzo”, annunciando di aver deciso di unificare la sua sessione di lavoro con quella di Fnpi, la Federazione nazionale parafarmacie italiane (che “non a caso”, sottolinea Mnlf, erano state “poste alla stessa ora e nello stesso giorno”), per dare vita a un appuntamento unico, “un momento di riflessione, dove proveremo a dire le cose che non vogliono sentirsi dire”.
Mnlf osserva che rilievi critici analoghi erano già stati avanzati negli anni precedenti, ottenendo in risposta l’assicurazione di una “pari dignità”. “Evidentemente esistono modi diversi di declinare la dignità” chiosa la nota del liberi farmacisti, esprimendo rammarico per i colleghi che “non potranno essere presenti perché lavorano”. 
“Noi purtroppo non possiamo garantire un rimborso spese” conclude al riguardo  il comunicato “ma sapremo lo stesso come far arrivare loro il nostro messaggio“.
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