Remunerazione, Galatioto: “La vera soluzione? Riportare in farmacia i farmaci del Pht”

Remunerazione, Galatioto: “La vera soluzione? Riportare in farmacia i farmaci del Pht”

Roma, 4 ottobre – La nuova proposta di remunerazione delle farmacie? Richiama molto Comunardo Niccolai e i suoi autogol. Questo, in sintesi estrema, il pensiero che Leonardo Galatioto (nella foto), presidente di Federfarma Trapani, esprime in una lettera inviata ieri al sindacato nazionale e a tutte le sue articolazioni territoriali sulla proposta di nuovo modello retributivo delle farmacie messo a punto da Federfarma.

Il modello retributivo misto ipotizzato da Federfarma e applicabile ai soli farmaci della convenzionata (qui i contenuti della proposta), peraltro suscettibile – secondo alcune dichiarazioni dei vertici del sindacato nazionale negli ultimi giorni – di revisioni e cambiamenti dopo la discussione assembleare del prossimo 8 ottobre, a giudizio del presidente dei titolari di farmacia trapanesi non serve a risolvere i gravi problemi di sostenibilità economica delle farmacie.

Le sue criticità spiega Galatioto, “nascono da una errata valutazione delle cause che hanno progressivamente ridotto il valore medio della ricetta Ssn (oltre il 40% in meno rispetto al 2005), che inizia a svalutarsi successivamente alla Determina Aifa del 29 ottobre 2004, istitutiva del Pht. Stupisce come, anziché chiedere con determinazione il rientro nella assistenza convenzionata di tutti quei farmaci  che,  in forza di leggi  vigenti ma disattese, non hanno più ragione di permanere nel Pht” afferma il presidente di Trapani “la Federfarma persegua una linea che, nella più rosea delle ipotesi, non porterà  ristoro alcuno alle farmacie italiane, le quali  (è bene ribadirlo) erogano  in perdita l’assistenza farmaceutica per conto del Ssn”.

Secondo Galatioto, è facile prevedere che insistere su questa linea “risulterà fallimentare e autolesionista”,  ripetendo gli errori “fatti dalle precedenti compagini direttive di Federfarma che, anche a causa di tali errori, sono state sfiduciate nel corso dell’ultima tornata elettorale”.

Anziché insistere sulla “remunerazione a prestazione” (che il presidente di Trapani assimila a una “Dpc in sedicesimo”) sarebbe necessario ridiscutere “tutta una serie di normative vessatorie, introdotte nel tempo, stante che queste stesse normative indicano le modalità per potere essere emendate”. Galatioto cita l’esempio della legge 662/96 (con la quale vennero introdotte le trattenute in favore dell’Ssn con aliquote comprese tra il 3,75% e il 19% in funzione del prezzo al pubblico dei farmaci) che, grazie a un emendamento introdotto nel 2002 (Legge 289/2002 art. 52 comma 7), prevede che “….il Ministero della Salute, sentite le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle farmacie pubbliche e private, sottopone a revisione annuale gli  intervalli di prezzo e i limiti di fatturato di cui al presente comma…”.

“Non risulta che, nei diciassette anni successivi alla promulgazione di questo emendamento e fino a oggi, sia stato ridiscusso alcunché” osserva Galatioto, secondo il quale – proprio in ragione di questa previsione normativa –  potrebbero essere rivisti in senso positivo per le farmacie le fasce di prezzo dei farmaci sui quali applicare le trattenute in favore del Ssn, il valore delle aliquote stesse e l’assoggettamento alle trattenute di quei farmaci, a brevetto scaduto ma con prezzo superiore a quello di riferimento, che non incidono sui bilanci dello Stato, essendo la differenza pagata dal cittadino per sua scelta.

In buona sostanza, secondo Galatioto, il nodo remunerazione andrebbe utilmente aggredito anche su altri fronti, sui quali, invece, l’impegno sindacale della categoria è residuale, a partire da quello dello spostamento di tutta una serie di principi attivi – ora nel Pht – per erogarli in farmacia in regime di convenzione Ssn: soluzione che, argomenta il presidente di Trapani,  “lungi dal creare un aumento della spesa complessiva,  determinerebbe una sua virtuosa contrazione”.

È infatti di tutta evidenza che gli sforamenti alla spesa farmaceutica si verificano in via esclusiva nel capitolo relativo agli acquisti diretti, dove – ricorda Galatioto – quest’anno lo sforamento, sulla base dei dati Aifa, “sarà nell’ordine di 0,25 punti Pil (cifra molto vicina ai 4 miliardi di euro da sommare ai circa 7 del budget originariamente previsto”. Il reiterato sfondamento del tetto della spesa per acquisti diretti è la dimostrazione che “per ottenere risparmi non basta acquistare a prezzi competitivi, ma bisogna poi gestire in maniera ottimale la logistica ed evitare gli sprechi” continua il presidente dei titolari trapanesi, evidenziando come i  farmaci per la distribuzione diretta, “anche se acquistati dalla Regione a prezzi di saldo, scadono o – peggio – se sono gestiti con pressapochismo, in assenza di tracciabilità e di trasparenza, si traducono in uno sperpero di preziose risorse invece che in risparmi per il pubblico erario”.

Sarebbe ora, dunque, di indirizzare anche in questa direzione l’impegno del sindacato, con doveroso “richieste migliorative, possibilmente anche oltre quelle che sono le ragionevoli aspettative di successo, al fine di potere intavolare una trattativa il cui punto di convergenza sia compatibile e vantaggioso per gli associati”.

Ma soprattutto, secondo Galatioto, sarebbe ora di arrivare a un chiarimento definitivo con lo Stato, che deve dire “una volta per tutte e in maniera chiara e  inequivocabile se intende avvalersi della rete delle farmacie – pubbliche e private – presenti capillarmente sul territorio nazionale quale braccio operativo” per l’erogazione dell’assistenza farmaceutica”.

Se la risposta, come è inevitabile, è positiva “le prestazioni erogate per conto della parte pubblica (assistenza farmaceutica convenzionata) devono essere remunerate in maniera adeguata perché non è possibile erogarle ricorrendo a finanziamenti in perdita”.

Da qui la richiesta a tutti i destinatari della lettera di una riflessione, ritenuta necessaria per evitare decisioni in materia di remunerazione che  “per la categoria, potrebbero essere l’autogol definitivo, cui segue il fischio finale dell’arbitro e il de profundis per le farmacie italiane”.

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