FarmacistaPiù, Speranza su farmacie e farmacisti: “Un pezzo importante del Ssn da sostenere”

FarmacistaPiù, Speranza su farmacie e farmacisti: “Un pezzo importante del Ssn da sostenere”

Roma, 7 ottobre – C’è un terreno di intesa sul quale si può costruire un proficuo percorso di collaborazione tra chi ha la responsabilità pro tempore di governare la salute in Italia e chi rappresenta la professione farmaceutica e la farmacia. Questo il dato scaturito da FarmacistàPiù, la manifestazione promossa da Fofi, Fondazione Cannavò e Utifar con la partecipazione di Ffederfarma tenutasi venerdì e sabato scorso al MiCo di Milano.

Nell’affollatissimo calendario della kermesse, che ha inevitabimente prodotto l’effetto collaterale di sessioni di lavoro andate pressoché deserte, il clou è stato rappresentato dalla sessione plenaria di sabato 5, che ha ruotato intorno all’intervento del ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto). Che, in linea con le dichiarazioni programmatiche rese note fin dal suo insediamento al dicastero, ha ribadito le coordinate di quello che vuole essere il suo impegno: sostenere e sviluppare il sistema di salute pubblica, in accordo con il dettato dell’art. 32 della Costituzione, e lottare contro le disuguaglianze, rimuovendo tutti gli ostacoli che – anche in materia di salute – creano disparità tra i cittadini.

In questa cornice, le farmacie di comunità –  “un pezzo importante del Ssn”, secondo il ministro – hanno un ruolo importante che va riconosciuto e sostenuto. E, al riguardo, una spinta arriverà dal Patto per la salute, uno dei primi dossier ai quali Speranza si è dedicato con convinzione e impegno, nel quale è contenuto un preciso riferimento alla questione fondamentale della farmacia dei servizi, con l’indicazione a proseguire il percorso che porti alla realizzazione di quanto previsto dal decreto legislativo n. 153/2009 e con l’impegno di avviare “una valutazione della sperimentazione in corso e una coerente revisione del rapporto convenzionale per una sua applicazione nelle singole realtà regionali”.

Un impegno – ha affermato Speranza a Milano – che è in via di concretizzazione: il disciplinare sulla sperimentazione regionale della farmacia dei servizi ai sensi della Legge di bilancio 2018“andrà in Conferenza delle Regioni già la prossima settimana” ha affermato al riguardo il ministro dicendosi convinto che la farmacia dei servizi apre un orizzonte verso il quale bisogna muovere. “Ragionare sulle farmacie in termini meramente economici e commerciali non rende il senso della straordinaria funzione sociale che esse svolgono”  ha detto ancora Speranza, riconoscendo che le farmacie godono di una patrimonio di fiducia da parte dei cittadini che rappresenta “una ricchezza straordinaria da rafforzare e da mettere al servizio delle istituzioni”.

Un punto, questo, sul quale il ministro ha particolarmente insistito: fatto salvo il possesso di prerogative importanti, come la professionalità, la competenza, la stessa capillarità degli esercizi, la forza “più interessante” di cui farmacisti e farmacie dispongono è “il rapporto di fiducia con i territori: un  titolo si può acquisire e, una volta preso, è per sempre, ma la fiducia è un valore che va coltivato quotidianamente con ogni singolo individuo e, se non lo fai, evapora in un istante”. Da qui la convinzione che questo giacimentodi fiducia di cui gode la farmacia, non solo nei centri urbani, ma anche e soprattutto nei piccoli centri, con poche centinaia di abitanti, “dove tenere aperta una farmacia aperta in comuni di poche migliaia di abitanti è uno sforzo enorme”,  vada valorizzato e messo in condizione di “rendere” al meglio.

Speranza, al riguardo, ha assicurato la sua disponibilità a un confronto con la professione farmaceutica e le farmacie, per “lavorare insieme nelle prossime settimane, sul territorio delicato del rinnovo della convenzione e sul nuovo modello di remunerazione. Il mio impegno è di cominciare a farlo il prima possibile. Sono convinto che la comunità dei farmacisti sia un interlocutore straordinario e un prezioso alleato per raggiungere quello che per me deve essere l’obiettivo di tutti, una sanità pubblica più efficiente, equa e solidale, che realizzi il dettato dell’articolo 32 della Costituzione”.

Il ministro è anche entrato nel dettaglio  del ruolo di farmacie e farmacisti nella sanità che immagina e vuole impegnarsi a realizzare. “La piramide demografica si sta sempre più rovesciando e vede una base sempre più larga di anziani, con un avanzamento delle cronicità e quindi un’aumentata necessità di assistenza primaria sul territorio” ha affarmato il ministro. “In questo scenario, la farmacia dei servizi può offrire un contributo molto interessante e importante, grazie anche un’idea nuova di farmacia, più in linea con le esigenze del tempo che viviamo. Non  solo luogo specifico e competente di erogazione del farmaco, come è naturale che sia e come è sempre stata, ma  qualcosa di più: un punto di raccordo tra ospedale e territorio e una prima interfaccia del Ssn rispetto ai cittadini”.

Parole accolte con favore dalla platea di FarmacistaPiù e, ovviamente, dai repappresentati della professione e della categoria, come attestano gli interventi di  Andrea Mandelli, presidente della Fofi, pronto a rassicurare il ministro sul fatto che l’articolo 32 della Costituzione è anche l’orizzonte e la cornice che traguardano e dentro il quale si muovo i farmacisti e le farmacie italiani, e Marco Cossolo, presidente di Federfarma, anch’egli pronto a registrare una coincicidenza per il quale che raccoglie l’invito del ministro a intraprendere un percorso comune “perché l’articolo 32 della Costituzione è anche il nostro orizzonte”.  Ma Mandelli chiede al ministro Speranza un sostegno forte al mondo delle farmacie a partire dalla possibilità di poter dispensare anche i farmaci innovativi, magari ripensando anche al tema scottante dell’apertura alle società di capitali della proprietà delle farmacie.

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