Remunerazione, non solo critiche: sostegno delle Unioni regionali a linea Federfarma

Remunerazione, non solo critiche: sostegno delle Unioni regionali a linea Federfarma

Roma, 7 ottobre – Non accenna a placarsi il dibattito sulla riforma della riforma della remunuerazione delle farmacie, che ha polarizzato molte delle discussioni (non solo durante i convegni, ma soprattutto a margine) di FarmacistaPiù, svoltasi a Milano il 4 e il 5 ottobre scorsi.

Alle sortite di Federfarma Lombardia (prima una diffida al sindacato nazionale di presentare proposte alla parte pubblica prima dell’assemblea nazionale dell’8 ottobre, quindi una replica alla risposta pervenuta dalla stessa Federfarma nazionale) e di Federfarma Trapani sono infatti seguite nei giorni scorsi  una serie di lettere, di segno opposto, da parte di alcune unioni regionali, pronte a esplicitare il loro apprezzamento e il loro endorsement alla linea fin qui seguita dal sindacato presieduto da Marco Cossolo  (nella foto).

A cominciare la serie di lettere tramesse ai vertici nazionali e a tutti i presidenti delle articolazioni territoriali è stata il 3 ottobre scorso Federfarma Emilia Romagna, con una nota condivisa  da tutti i dieci presidenti delle associazioni provinciali, nella quale viene espresso il pieno sostegno ai presidenti di Federfarma e di Sunifar (Silvia Pagliacci), al lavoro “per modificare in modo organico e complessivo” la remunerazione, “riunendo le dimensioni regionali in una prospettiva globale: l’ottenimento della rimodulazione dei tetti ai fini delle agevolazioni delle piccole farmacie e il finanziamento dei servizi ne sono la testmonianza positiva”.

Il giorno successivo un’iniziativa analoga è stata adottata da Federfarma Lazio, anche qui con una lettera cofirmata da tutti i presidenti delle associazioni provinciali dove – insieme al sostegno al presidente Cossolo e al Consiglio di presidenza “per il lavoro portato avanti”, si auspica che “la nuova proposta di reisione possa essere adottata nel più breve tempo possibile, perché se continuaimo ad attendere oltre nel frattempo le difficoltà delle farmacie crescereanno sempre di più, fino a mettere in discussione la loro stessa sopravvivenza”.

Sempre il 4 ottobre sono partite note dello stesso tenore da Federfarma Puglia, Federfarma Piemonte e dall’Unione ligure delle Associazioni dei titolari di farmacie. Sovrapponibili le argomentazioni e gli auspici: c’è il riconoscimento del “grande sforzo di elaborazione” e  della “paziente volontà di condivisione”  espresso dai pugliesi,  che si incrocia con l’attestato di coerenza riconosciuto dall’Unione dei titolari della Liguria al progetto di nuova remunerazione, in linea con i programmi dichiarati “dall’attuale dirigenza sin dal momento della propria elezione”, progetto definito  “una risposta cristallina e coerente” con gli obiettivi.

Il sostegno dell’Unione regionale del Piemonte (l’unica con un firma singola, quella del presidente Massimo Mana), riserva un cenno di apprezzamento alla scelta di costruire la proposta di riforma della remunerazione sulla base di un quadro attendibile di dati (rilevati da Iqvia, “azienda leader nell’analisi dello scenario evolutivo del settore farmaceutico, cui quindi Federfarma giustamente si è rivolta”, scrive Mana) e al metodo seguito dal Consiglio di presidenza del sindacato nazionale, “che si è confrontato con il Consiglio delle Regioni e con le Unioni regionali che hanno raccolto l’invito a fornire contributi alla disamina della questione”.  Chiaro il giudizio positivo sui contenuti del nuovo modello retributivo elaborto da Federfarma, “l’unico in grado di contrastare l’erosione della marginalità sul farmaco dispensato in regime di Ssn e potenziare il ruolo professionale della farmacia di comunità”.

Anche questi contributi, con ogni probabilità, reciteranno un ruolo nella delicata assemblea nazionale che il sindacato dei titolari terrà domani a Roma. È del tutto evidente che su una questione assolutamente centrale (e vitale) per il futuro della farmacia, all’inerno del sindacato si registrano posizioni fortemente divaricate. Non è dato sapere se e quanto sia possibile arrivare a comporle in una sintesi condivisibile da tutte le componenti del sindacato unitario. Quel che è certo è che domani il confronto si annuncia a dir poco acceso.

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