Gullotta, lettera aperta a Cossolo: “Parafarmacia, una risorsa, non un errore”

Gullotta, lettera aperta a Cossolo: “Parafarmacia, una risorsa, non un errore”

Roma, 9 ottobre – L’antefatto è un epiteto (“cretino”) sfuggito al presidente di Federfarma Marco Cossolo nel corso di un suo intervento al convegno organizzato da Unaftisp in occasione di FarmacistaPiù, alla fine della scorsa settimana. Un epiteto che, ancorchè senza fare nomi e cognomi, aveva un preciso destinatario. Che, ovviamente, non ha tardato molto a comprendere di essere il bersaglio del poco commendevole giudizio del collega.

Da qui la decisione di Davide Gullotta (nella foto), presidente di Fnpi (accusato da Cossolo, nel corso del suo appena citato intervento, di occuparsi ancora di parafarmacie pur avendo vinto a concorso una farmacia in associazione), di prendere carta e penna e rispondere al presidente di Federfarma.

“Non me ne vorrai, se come tanti altri ‘cretini’, magari pure titolari di farmacia, credo fermamente nella necessità di un sistema d’accesso alla professione che guardi al merito, che rinneghi il concetto di ereditarietà o di compravendita di una licenza statale” esordisce Gullotta, subito dopo aver registrato che a distanza di tredici anni dalle “lenzuolate” di bersaniana memoria, la categoria ancora si arrovella sul dilemma se le parafarmacie siano un errore da cancellare e correggere, in modo più o meno blando, o una realtà, fattiva e concreta, da valorizzare e sostenere.

Gullotta, pur ammettendo che è difficile “credere che, da un giorno all’altro, mutino le condizioni di esercizio di una professione ancorata a schemi arcaici che, nel corso di un lungo periodo di tempo, non si è avuta la forza di cambiare”, esprime la convinzione che anche “in questo contesto così ostracista nei confronti del giovane farmacista che si approccia alla professione, senza vantare una lunga tradizione familiare, l’istituzione delle parafarmacie si è dimostrata una grande risorsa”.

“Le parafarmacie sono state una soluzione imperfetta e molto parziale al problema, una soluzione che si è interrotta a metà” scrive il presidente di Fnpi nella sua lettera aperta a Cossolo. “Ma sono state un tentativo, coraggioso, di scardinare un sistema che, con buona pace di tutti, non mi vergogno di dire antimeritocratico.  Mi rendo conto che a te sembrerà strano che uno come me, co-titolare di una farmacia, continui a lottare per un’idea di libertà professionale, continui a difendere le parafarmacie e i farmacisti che vi lavorano”. 

“La verità” spiega Gullotta “è che non dimentico che grazie alla legge Bersani, invece di andarmene in Inghilterra a lavorare come farmacista in una catena, con capitali risicati ho aperto nel 2008 una piccola attività, che con un po’ di fortuna e tanto impegno è cresciuta e, dopo 10 anni, continua a dare lavoro a più colleghi ed è un presidio apprezzato dai cittadini del mio paese”.

“Non dimentico che grazie a quella piccola e coraggiosa liberalizzazione, dopo alcuni anni, ho reinvestito i modesti proventi e ho creato altre piccole attività che, a loro volta, danno lavoro ad altri colleghi” prosegue la lettera. “Forse per questo mi affanno a difendere la parafarmacia come ‘attività da valorizzare’ e non la vedo come la vedi tu, un errore… un qualcosa a cui levare, definitivamente, i pochi farmaci al cui interno è possibile dispensare”.

“Rispetto il tuo punto di vista, ma non lo condivido” scrive ancora Gullotta, affermando di ritenere che la soluzione ventilata in passato da Federfarma, Fofi e dalla stessa Unaftisp per risolvere il “nodo parafarmacie”, ovvero riservare ai farmacisti di questi esercizi “le sedi rimanenti del concorsone Monti, sarebbe solo un grande pasticcio che non farebbe altro che creare ancora più ingiustizie, cui seguirebbero ricorsi e malumori tra gli assegnatari e i farmacisti di parafarmacia che si autodefiniscono ‘puri’, finendo, ancor di più, con lo scontentare tutti”. 

Al riguardo, Gullotta cita l’esempio di quelle Regioni, come la Campania, dove dal 2012 non è stata assegnata alcuna sede e ci si trova ancora nella fase della graduatoria provvisoria del primo interpello. Situazione, chiosa il presidente di Fnpi, che  “la dice lunga su come i miei timori e sospetti siano più che fondati”. 

“Presidente, quella che da te viene vista come una colpa, un danno, un errore, ossia la liberalizzazione del 2006 di Bersani”  conclude Gullotta “per tanti colleghi invece è stata l’unica possibilità di lavoro, e, se è verissimo, come dici tu, che la Gdo con i suoi 450 punti vendita eguaglia i fatturati delle altre 4300 parafarmacie, è altrettanto vero che, anche se fatturano poco, queste piccole attività, con grande difficoltà e con i bastoni tra le ruote, continuano, ormai da 10 anni, a dare lavoro e ad essere un punto di riferimento per molti cittadini”.  

Print Friendly, PDF & Email
Condividi