Farmacia dei servizi, inviate alle Regioni le Linee di indirizzo per la sperimentazione

Farmacia dei servizi, inviate alle Regioni le Linee di indirizzo per la sperimentazione

Roma, 10 ottobre – In linea con l’accelerazione annunciata sabato scorso dal ministro Roberto Speranza in occasione di FarmacistaPiù, sono sbarcate sul tavolo della Conferenza delle Regioni le circa 60 pagine dello schema d’accordo tra Governo e Regioni concernente le Linee d’indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi. Dopo il vaglio delle Regioni, il documento sarà presumibilmente recepito nel corso della prima seduta utile della Conferenza Stato-Regioni.

Lo schema d’accordo, anticipato ieri da quotidianosanità.it,  è quello licenziato alla fine di luglio dall’apposito tavolo interprofessionale insediato nella primavera  scorsa dal ministero della Salute, ancora guidato da Giulia Grillo. Due gli obiettivi principali: in primo luogo individuare i  servizi che le nove Regioni selezionate per la sperimentazione triennale ai sensi della legge 205/17 (Piemonte, Lazio e Puglia per il 2018, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia per il 2019 e Veneto, Umbria e Campania per il 2020) potranno autorizzare nelle farmacie di comunità e quindi definire i criteri della sperimentazione stessa, in particolare ai fini della corretta valutazione e misurazione dei risultati e degli eventuali vantaggi, in termini di risparmi e di “maggiore salute”, prodotti dai nuovi servizi erogati in farmacia.

Per la sperimentazione triennale della farmacia dei servizi, come si ricorderà, erano stati stanziati 36 milioni di euro,  già ripartiti nel marzo scorso tra le nove Regioni:  quasi otto milioni alla Lombardia, 4,6 al lazio, 4,5 alle Campania,  poco meno di 4 milioni a Sicilia e Veneto, 3,5 milioni circa per Liguria e Piemonte,  3,2  per la Puglia e 700 mila euro per l’Umbria.
La sperimentazione, come chiariscono le linee di indirizzo, sarà propedeutica al convenzionamento dei nuovi servizi ed è – si legge nel documento – “il primo atto del riconoscimento della potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia, quest’ultima incardinata nel quadro normativo e tracciata dal Piano Nazionale Cronicità anche in coerenza con il modello di governance sanitaria indicata nel redigendo Piano sanitario nazionale”.  Si tratta, come è del tutto evidente, di un’ulteriore, inequivocabile e pubblica dichiarazione della nuova e finalmente piu adeguata considerazione riservata al ruolo e alle funzioni delle farmacie, riconosciute a pieno titolo come presidi integrati e integranti del sistema sanitario pubblico.

Ma, sembrano voler dire le indicazioni rivolte alle Regioni dalle Linee di indirizzo, niente è gratis: i riconoscimenti vanno meritati, tanto dalle Regioni quanto dalle stesse farmacie, che dovranno impegnarsi nella raccolta e registrazione di tutti i dati necessari per “soddisfare almeno i requisiti dell’utilità e della misurabilità. Le prestazioni aggiuntive dovranno cioè essere utili e vantaggiose per i Servizi sanitari regionali e dovranno poter essere misurate, requisito indispensabile, questo, per il pagamento da parte delle Regioni. In questo senso il Gruppo di lavoro, tra i servizi erogabili dalle Farmacie di Comunità, ne ha individuato un numero ristretto che verranno monitorati attentamente nel corso della Sperimentazione”.
Alle nove Regioni “arruolate” per la sperimentazione, invece, il compito di  trasmettere al ministero della Salute, sulla base del cronoprogramma con il quale ogni amministrazione regionale interessata deve comunicare al ministero il proprio piano di attività sperimentali,  tutti i dati necessari ai fini del monitoraggio della sperimentazione, con l’invio semestrale delle schede di rilevazione generale insieme a un report  di verifica su ogni attività indicata, sia essa in corso o conclusa negli anni 2019-2021.

Al rispetto di queste incombenze è peraltro legata la stessa corresponsione dei finanziamenti concessi dalla Legge di bilancio 2018, i famosi 36 milioni, che verranno trasferiti alle amministrazioni regionali in tre fasi e solo previa verifica del completamento delle varie fasi della sperimentazione: il 20% all’approvazione del già citato cronoprogramma con il piano della sperimentazione,  il 40% alla realizzazione della prima metà delle attività programmate (documentata con la redazione e la trasmissione di un’apposita e dettagliata relazione) e il rimanente 40%  dopo l’approvazione da parte del ministero del rapporto finale della sperimentazione.

I servizi delle farmacie ammessi alla sperimentazione dalle Linee guida sono di tre tipi: il primo è quello dei servizi cognitivi, che comprendono la riconciliazione della terapia farmacologica e il monitoraggio dell’aderenza terapeutica (limitatamente a tre patologie: Bpco, ipertensione e diabete). Il secondo sono i servizi di front office, concentrati sul Fascicolo sanitario elettronico (attivazione, arricchimento e consultazione): L’ulitmo, infine, è quello delle analisi di prima istanza, con in primo piano i servizi di telemedicina (holter pressorio e cardiaco, ecg, autospirometria) e gli screening per il tumore al colon retto.

Le Linee di indirizzo entrano anche nei dettagli operativi, illustrando i criteri cui dovranno attenersi le farmacie che (su base volontaria) deciderano di partecipare alla sperimentazione,  che comprendono anche gli “obblighi” formativi che dovranno essere assolti.

 

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