Francia, dopo stop a sostituzione biosimilare in farmacia, deputata chiede di ripensarci

Francia, dopo stop a sostituzione biosimilare in farmacia, deputata chiede di ripensarci

Roma, 10 ottobre -Fa ancora discutere in Francia il diritto di sostituzione biosimilare da parte del farmacista, che due articoli contenuti  nel progetto di legge sul finanziamento della sicurezza sociale (Plfss) per il 2020 prevedevano di istituire e regolare, salvo essere poi eliminati dal testo del provvedimento.

A tornare sull’argomento proprio alla vigilia della presentazione del Plfss 2020 al Consiglio dei ministri, riferisce Le Quotidien du Pharmacien, è una deputata (e farmacista) del gruppo  parlamentare di centro destra Agir, Agnès Firmin Le Bodo (nella foto), che – intervenendo a un convegno –  ha evidenziato come, a fronte dello sviluppo dell’impiego dei biosimilari in ospedale, che rappresenta un indiscutibile successo, vada invece registrato il mancato decollo di questa opzione terapeutica nel territorio. Un fallimento che Firmin Le Bodo spiega con  “la mancanza di informazioni per gli operatori sanitari – sia medici sia farmacisti  – che ha portato a una mancanza di conoscenza di cosa sia un biosimilare”.

A questo riguardo, afferma la deputata, l’eliminazione dei due articoli sul diritto alla sostituzione biosimilare da parte del farmacista è una paradossale pedalata all’indietro, soprattutto se si considerra che  “tutti concordano sul fatto che dobbiamo preservare il nostro sistema sanitario e che è necessario risparmiare denaro. E con i biosimilari, a quanto ho capito, si possono realizzare risparmi dell’ordine di 300 milioni di euro in un anno”.

“Quando si possono risparmiare 300 milioni di euro senza pregiudicare l’accessibilità dei trattamenti,  garantendo ai pazienti cure di qualità ed efficacia equivalente senza timori di problemi di tolleranza, credo che non vada persa l’occasione” ha conclusoFirmin Le Bodo. “E considerando che con i biosimilari si possono risparmiare risorse garantendo comunque il bene del paziente – perché è il paziente che conta – bisognerebbe essere responsabili. Siamo partiti da un malinteso, dovremmo ripartire da una pagina bianca”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi